giovedì 25 giugno 2009

MIGRAZIONE SU www.butta.org



Ho migrato il mio blog su:

www.butta.org

ci vediamo da quelle parti! ;)

lunedì 22 giugno 2009

Credono di essere spiritosi? Mah...

Involontaria ironia?

venerdì 19 giugno 2009

Cestino per le sigarette

Mi è capitato di essere in giro a Praga, insieme a una persona che ha spento il mozzicone di sigaretta per terra. 100 corone di multa. Sì, perché sembra che a Praga sia vietato spegnere la sigaretta a terra.

Oltre  a vomitare, urinare e qualcos'altro.

Ma uno si chiede: dove lo spengo allora il mozzicone? Premesso che non fumo e quindi non mi pongo il problema, mi interessa il fatto di avere strade pulite. 

Ecco, nel centro storico di Stoccolma, ci sono appositi portacenere al muro. Così uno evita di mandare a fuoco il cestino dei rifiuti...

martedì 16 giugno 2009

L'evoluzione delle bufale

Ho avuto l'occasione di assistere in diretta alla nascita di una semi bufala: parlo della vicenda delle irregolarità nel voto degli italiani in Repubblica Ceca, per l'elezione del Parlamento Europeo. Ne avevo già parlato qui e qui.

La chiamo, per il momento, semi bufala perché di sicuro una metà è una bufala. La parte relativa alla moltiplicazione dei seggi è già stata chiarità. Nel riepilogo si contano due seggi per cinque circoscrizioni, ossia dieci comunicazioni: tutto torna. L'altra parte della faccenda, quella che riguarda il numero di voti, è ancora sotto indagine. Si potrà risolvere solo quando si avrà la versione ufficiale.

C'è stato chi mi ha detto qualcosa del tipo: sì, vabbe', noi facciamo delle domande... poi se le istituzioni ci spiegano come sono saltati fuori questi dati, faremo marcia indietro. Che problema c'è.

Voglio spiegare allora qual è il problema. Su internet le bufale si diffondono molto rapidamente, specialmente quando fanno presa su temi a cui la gente è sensibile: scandali, maltrattamenti di animali, e ovviamente politica. Una volta sparata la bufala, si estende a macchia d'olio sulla rete, e diventa quasi impossibile rettificarla. Vediamo che questa semi-bufala ha già fatto i suoi danni.

Qui riporto una serie di link ad articoli dove la bufala dei seggi che si moltiplicano magicamente viene riportata, delle volte con gustosa ironia:

http://bru64.altervista.org/forum/viewtopic.php?t=12315&sid=dcecf9cbfae896fd64bb0e0c196a431d

http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=13609

http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2009/06/11/politicamentecorretto-com-voti-raddoppiati-a-praga-altre-anomalie-in-europa-e-in-italia/

http://senzanome.leonardo.it/blog/miracolo_a_praga_i_voti_sono_il_doppio_dei_votanti_vogliamo_una_risposta_2.html

http://italianimbecilli.blogspot.com/2009/06/brogli-elettorali-imbrogli.html

Ma la perla più bella la trovate in questo articolo di Massimo Recchioni.

Il Sig. Recchioni, si premura di correggere la stupidaggine dei dieci seggi. Il comunicato stampa ufficiale, riportava infatti:

Poi, essendo stati alcuni dei firmatari rappresentanti delle stesse nei 2 (DUE) seggi costituiti in Repubblica Ceca (dove tra Praga e Brno hanno votato 355 aventi-dirittto), nella mattinata di ieri lunedi' 8 giugno ci si e' accorti di qualcosa di quanto meno strano. Sembrava che i seggi in tale Paese fossero in realta' diventati 10.

e nell'articolo che ho linkato viene modificato così:

Poi, essendo stati alcuni dei firmatari rappresentanti delle stesse nei 2 (DUE) seggi costituiti in Repubblica Ceca (dove tra Praga e Brno hanno votato 355 aventi-dirittto), nella mattinata di ieri lunedì 8 giugno ci si è accorti di qualcosa di quanto meno strano. Sembrava che i seggi in tale Paese fossero in realtà diventati 10 (questa cosa si è poi spiegata col fatto che le comunicazioni di cui parla il sito sono le diverse Circoscrizioni, e quindi questo dato è l’unico a quadrare, perché 2 seggi x 5 Circoscrizioni fa 10 comunicazioni).

Tuttavia il Sig. Recchioni non ha riletto, e la maestra diceva sempre di rileggere. Infatti gli è sfuggito che ancora adesso, poche righe più sotto, l'articolo riporta questa frase:

Nel sito del Ministero dell’Interno, piano piano venivano inseriti voti e votanti. I dati relativi agli italiani che hanno votato in Repubblica Ceca davano circa 600 voti validi con un elevato numero di voti per il PdL.
Alla fine, il Viminale indicava il dato finale (10 sezioni, in realtà ce n’erano solo 2).

Ed eccola qui ancora questa storia delle dieci sezioni che in realtà erano due. 
E qui sta il punto, nemmeno l'autore delle bufala è capace di correggere il proprio articolo (ah, su FB si sono ben guardati dal correggerlo). Come pensate che gli autori degli articoli che sono derivati da questa bufala, possano poi correggerla? Il fenomeno è proprio questo: le bufale nascono, si diffondono, ma poi è difficilissimo farle rientrare. A meno che chi le ha generate non si prenda la briga di cercare tutti quelli che l'hanno ripubblicata, per comunicare loro l'errore.

Per questo dico che PRIMA di pubblicare su internet una qualsivoglia teoria complottistica, bisogna andare coi piedi di piombo. PRIMA si cercano e ottengono certezze e DOPO si diffondono le notizie. Altrimenti si contribuisce alla diffusione di notizie false, senza la possibilità concreta di farle rientrare. Vogliamo imparare una volta per tutte ad essere un po' seri sulla rete?

Se davvero i tre rappresentanti di lista che hanno redatto quel comunicato stampa non vogliono perdere la loro credibilità, sarebbe opportuno che - almeno - mandassero un messaggio a tutti gli iscritti a quel gruppo FB, per comunicare il proprio errore e scusarsi di ciò.

domenica 14 giugno 2009

LOLLLLISSIMO

Non ridevo così tanto da secoli. Questa sì che è comicità...

Da non perdere!
(dedicato a tutti i bufalari...)














Aggiornamento sull'antibufa del voto a Praga

Aggiorno qua il mio precedente articolo in cui parlavo dell'allarmatissimo gruppo su Facebook, in cui si denunciano "stranezze" nei risultati elettorali, relativi alle europee della scorsa settimana.

Nell'ultimo aggiornamento ipotizzavo che la lievitazione di elettori, potesse essere dovuta al fatto che in alcuni paesi i votanti per la circoscrizione III sono stati troppo pochi, pertanto quelle schede sono state scrutinate insieme a quelle della Repubblica Ceca. 

In effetti nelle pagine di Lettonia, Lituania, Malta e Polonia sul sito del Viminale si può leggere

"SONO PERVENUTE MENO DI VENTI SCHEDE E, QUINDI SONO STATE SCRUTINATE INSIEME A QUELLE DI ALTRA NAZIONE
I VOTI DEI RESIDENTI NELL'UNIONE EUROPEA SONO STATI SCRUTINATI INSIEME A QUELLI DEGLI ELETTORI TEMPORANEAMENTE ALL'ESTERO (ART.3,COMMA 4,DL N.3/09)"

Può darsi quindi che quelle schede siano andate alla Repubblica Ceca insieme ad altre nazioni (come Cipro che ha avuto il 100% in circoscrizione III). 

Ma sarebbero comunque solo 76 schede al massimo (meno di venti per quattro stati). E allora da dove saltano fuori gli altri voti? Ci viene in aiuto la nota del Viminale che ci ricorda come, per queste elezioni abbiano votato all'estero, per corrispondenza, alcune categorie particolari di persone:

 decreto-legge 27 gennaio 2009, n. 3

Art. 2. 
Voto dei cittadini temporaneamente fuori dal territorio dell'Unione europea per motivi di servizio o missioni internazionali in occasione delle elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia dell'anno 2009

1. In occasione delle elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia dell'anno 2009, esercitano il diritto di voto per corrispondenza all'estero per le circoscrizioni del territorio nazionale, secondo le modalità indicate nel presente articolo, i seguenti elettori: 
a) appartenenti alle Forze armate e alle Forze di polizia temporaneamente fuori dal territorio dell'Unione europea in quanto impegnati nello svolgimento di missioni internazionali; 
b) dipendenti di Amministrazioni dello Stato, di regioni o di province autonome, temporaneamente fuori dal territorio dell'Unione europea per motivi di servizio, qualora la durata prevista della loro permanenza all'estero, secondo quanto attestato dall'Amministrazione di appartenenza, sia superiore a tre mesi, nonchè, qualora non iscritti alle anagrafi dei cittadini italiani residenti all'estero, i loro familiari conviventi; 
c) professori universitari, ordinari ed associati, ricercatori e professori aggregati, di cui all'articolo 1, comma 10, della legge 4 novembre 2005, n. 230, che si trovano in servizio fuori dal territorio dell'Unione europea presso istituti universitari e di ricerca per una durata complessiva all'estero di almeno sei mesi e che, alla data del decreto del Presidente della Repubblica di convocazione dei comizi, si trovano all'estero da almeno tre mesi, nonchè, qualora non iscritti nelle anagrafi dei cittadini italiani all'estero, i loro familiari conviventi.


Significa che ci sono state anche persone che, essendo fuori UE, non hanno potuto votare ai seggi dei consolati. Per le persone fuori UE temporaneamente (e i loro famigliari se iscritti AIRE) hanno votato per corrispondenza.

Peccato però che nelle pagine del Ministero dell'Interno, non si trovi una pagina con il riepilogo dei voti ricevuti per corrispondenza. E questo perché, nello stesso articolo 2 del dl 3/09 si legge:

13. L'assegnazione dei plichi, contenenti le buste con le schede votate dagli elettori di cui al comma 1, lettere a), b) e c), è effettuata, a cura dei presidenti dei rispettivi uffici elettorali circoscrizionali, ai singoli seggi in modo proporzionale, in numero almeno pari a venti buste e, in ogni caso, con modalità tali da garantire la segretezza del voto, l'inserimento in una medesima urna, lo scrutinio congiunto e la verbalizzazione unica previsti dai commi 15, lettera d), e 16.

Avrebbero quindi dovuto prendere i voti espressi per corrispondenza e darne un po' a ciascun seggio per lo scrutinio (ma almeno venti per questioni di segretezza del voto).  Siccome però la cosa deve essere verbalizzata, e non avevano voglia di complicare la vita a troppe persone, è verosimile che abbiano distribuito i voti per corrispondenza tra poche nazioni, tra le quali la Rep. Ceca, che si è trovata con l'assurdo di più votanti che elettori.

La cosa sembra verosimile, soprattutto alla luce del risultato estremamente favorevole per il PDL, ottenuto dallo scrutinio. In quei voti espressi per corrispondenza ci sono i voti delle Forze Armate in missione, tipicamente schierate a destra (vi immaginate un soldato in Afghanistan che vota PD?). 

Ora verrebbe da chiedersi: hanno fatto bene a non aumentare il numero di aventi diritto (generando l'equivoco del 103%)? Probabilmente sì, perché in effetti il numero di aventi diritto non cambia, per il fatto che insieme alle schede votate sono state aggiunte altre schede votate per corrispondenza. E non si sarebbe potuto aggiungere nemmeno il numero di elettori aventi diritto votanti per corrispondenza, visto che queste schede sono state divise tra più seggi.

Vedremo cosa ci diranno quando risponderanno alle interrogazioni parlamentari. Per ora questa mi sembra la spiegazione più logica e compatibile dal punto di vista della legge.

Nel frattempo sul gruppo di FB seguitano i messaggi di persone che gridano al complotto (stile Deaglio 2006), senza che alcuno dei cinque amministratori si premuri di fare le dovute precisazioni. Ad ora (10.22 del 14/6), la stupidaggine dei 10 seggi campeggi ancora in bella mostra nella presentazione del gruppo. Strani questi amministratori: velocissimo a fare le pulci alla mia matematica (sto ancora ridendo), ma lentissimi a correggere i LORO errori.

sabato 13 giugno 2009

La demagogia


C'è questa cosa che io inizio a non sopportare: il virus dei contenuti su Facebook. Ogni tanto (e ormai molto spesso) inizi a vedere un filmato o un link postato da qualcuno su FB. Dopo poco ti accorgi che diversi altre persone lo postano. Di solito sono filmati accattivanti, link in materia politica. Oggi per esempio era la foto di Brunetta che dorme a una conferenza. L'hanno postata venti dei miei contatti.

Non si creano contenuti, si copiano. E soprattutto si copiano senza cognizione di causa. Spesso infatti si propagano filmati che sarebbe meglio non far circolare. Mi riferisco a un video che girava qualche giorno fa su FB. "meglio vivere", si chiamava.

Si vede Panariello che fa la sua paternale contro le stragi del sabato sera. E poi ci sono 8 minuti di immagini cruente: macchine distrutte, ma soprattutto video di incidenti stradali. Il tutto per sensibilizzare le persone alla prudenza. Scopo nobile, certo. E allora si "condivide" l'elemento. Senza pensare...

Ecco perché un elemento, secondo me, non va propagato.

1) immaginate di aver perso un figlio in un incidente stradale. Vi piacerebbe rivedere il suo filmato di quando, in sella alla sua moto, salta come un birillo in un frontale? Quel filmato conteneva cruente immagini in stile Real TV. Solo che a Real TV si premunivano di selezionare immagini di incidenti senza troppe conseguenze. Qui invece ci fanno vedere i filmati di persone mentre crepano. Vi sembra accettabile?

2) alla fine della carneficina spunta Panariello che dice "quando la notte ti corre incontro troppo in fretta rallenta, e aspetta che ti raggiunga il giorno".
Peccato che quasi tutti i filmati di incidenti mostrati erano di giorno.E allora? Forse gli incidenti non ci sono solo perché si beve il sabato sera...Una persona dall'occhio attento avrà notato che molti incidenti nel filmato, sono creati da mezzi pesanti. Oh, certo: era qualche ventenne che era andato in discoteca a sballarsi con il camion di papà. Ma per piacere...

Qui sembra che si punti il dito sempre e sono contro l'alcool, mentre non ci si rende conto che le cause sono tante, e le colpe pure. E allora perché il Panariello, invece di fare la paternale ai ragazzi dal bicchiere facile, non ha sensibilizzato l'opinione pubblica sul fatto che i titolari di autotrasporti obbligano i loro dipendenti a fare turni massacranti senza riposo? Forse era un discorso scomodo, e non tirava l'applauso facile?

venerdì 12 giugno 2009

Antibufala: voto truccato in Rep. Ceca

Avete mai sentito che ha votato il 103% degli aventi diritto? Be', in effetti suona strano. Ma qualcuno dice sia così. Su Facebook, è nato un gruppo che chiede chiarezza sui risultati delle recenti elezioni europee, da parte degli italiani che hanno votato in Rep. Ceca.  I rappresentanti di alcune liste dicono che durante le operazioni di voto al consolato di Prage e Brno avevano votato 355 italiani. Peccato però che sul sito del Ministero degli interni risultano 678 votanti. Al momento in cui scrivo sul sito vengono riportati 383 votanti su 370 aventi diritto.

Strano... molto strano... E allora si inzia a mettere la pulce nell'orecchio. Riporto dal gruppo FB (evidenziazioni mie):

Le sottoscritte liste pensavano di aver partecipato - e vogliono continuare a pensarlo ancora - ad una leale competizione elettorale.

e ancora

Facendo un'analisi piu' attenta, ci siamo accorti che nella Circoscrizione III (votanti per l'Italia centrale) della Repubblica Ceca, il senso civico dell'elettorato raggiungeva punte invidiabili, avendo li' votato il 103% degli aventi-diritto. Per chi aveva votato la parte "fantasma" ? Pdl.

per concludere con:

Probabilmente neanche a Castlnuovo di Porto, dove i voti sono stati scrutinati, perche' li' erano presenti anche i rappresentanti di lista. L'errore dovrebbe quindi, per esclusione, essere avvenuto dopo, e cioe' in fase di inserimento dei dati ? Ma, se e' cosi', per QUANTE SEZIONI si puo' aver sbagliato ? La risposta potrebbe essere davvero inquietante.

E allora via con il caso politico. Potrebbero esserci dei brogli!!! C'è dietro Mr. B!!!

Allora: calma!

Innanzitutto: la faccenda è messa in modo molto differente. Vediamo di spiegarla in modo chiaro:

Chi nomina gli eletti?

Il Ministero degli Interni non ha alcun potere sulla nomina degli eletti. Quando un presidente di seggio chiude le operazioni di scrutino compila sia il verbale che l'estratto di verbale, che riassume solo i risultati numerici dello spoglio.

A questo punto l'estratto di verbale va alla Prefettura e di qui al Viminale, che pubblica i risultati sul sito. Mentre il verbale va all'Ufficio elettorale centrale presso la Corte d'Appello che con santa pazienza prende tutti i verbali, somma i voti e calcola i risultati di quella circoscrizione.

Benissimo, ora sappiamo cosa ha preso ogni lista in quella circoscrizione. E gli eletti? Calma! L'Ufficio elettorale centrale, manda questi bei numeretti all'Ufficio elettorale centrale nazionale presso la Corte di Cassazione. E loro che fanno? Per ogni lista sommano i voti ricevuti in ogni circoscrizione d'italia, verificano chi ha superato il 4%, e fanno i calcoli per suddividere i seggi e nominare gli eletti. E infatti se ci pensate, come fa la Corte d'Appello di Milano a nominare degli eletti se non sa quali liste su base nazionale hanno superato il 4%?
In definitiva, chi tira le somme totali e nomina il Sig. XY deputato europeo è l'Ufficio elettorale centrale nazionale presso la Corte di Cassazione. Da precisare che i membri di questi uffici elettorali sono magistrati, proprio per avere un processo senza influenze politiche.

E il Ministero degli interni? L'avevamo lasciato che aveva ricevuto gli estratti di verbale tramite le Prefetture, e pubblicato sul sito i dati totali. Ecco, quei dati totali, detto brutalmente - non valgono niente. Servono solo a dare in un tempo decente (qualche ora) un'informazione al pubblico, ma non hanno alcun valore legale. Gli eletti, come abbiamo visto, li nomina la Corte di Cassazione, sulla base dei dati forniti dalla Corte d'Appello, che li ricava dai verbali dei seggi. La Corte di Cassazione quindi, non si basa sui dati del Viminale. Il percorso che fanno i numeri dal seggio alla Cassazione passa eslusivamente tramite istituzioni giudiziarie, senza mischiarsi con Prefetture e Ministero degli Interni.

Protestare quindi contro i risultati riportati sul sito è inutile e senza senso. Se un errore c'è stato, dev'essere nei dati ufficiali, che vengono usati per calcolare gli eletti. Un errore nei dati del Viminale, non ha alcun effetto pratico.

Possible spiegazione

Il 103% di elettori era presente solo nella circoscrizione III (centro). Per le altre circoscrizioni c'erano percentuali bassissime (mentre scrivo questa pagina il ministero ha cancellato tutti i dati). Dite che i laziali e i toscani che vivono a Praga hanno più senso civico dei Veneti o del Lombardi, che invece disertano le urne? Magari - e qui azzardo un'ipotesi - hanno fatto un bel casino e hanno fatto votare gli elettori per la circoscrizione sbagliata: magari a un Lombardo o un siciliano hanno dato la scheda della circoscrizione Centro. Quindi ti trovi con più votanti che non aventi diritto al centro e meno al Nord Ovest o al Sud.

La politica

Ovviamente poi tutto si strumentalizza in senso politico. Così, invece di capire come funzionano le cose, e provare a pensare a una spiegazione, si cerca la teoria di complotto. Tutto fa brodo per fare battaglia politica, l'importante è essere imprecisi nel raccontare le storie. In quel gruppo FB infatti lo scopo non era capire come erano andate le cose, ma solo creare lo scandalo politico.

Se si voleva avere la verità, si facevano le verifiche tecniche presso le istutizioni competenti (e non presso l'ambasciata e il Viminale che non hanno alcuna competenza né dovere a rispondere).

Solo quando si appurava che l'errore nei dati ufficiali c'era, si gridava allo scandalo.

Mi rimane da segnalare questa chicca: sembra che la storia sia stata riferita a Massimo Donadi, capogruppo Italia dei Valori, che sta pensando a un'interrogazione. Aspetto ansioso di leggerla: visti i precedenti del suo capo, ci sarà di che sbellicarsi dalle risate.

Aggiornamento

I dati sono tornati sul sito
Circ.    votanti      elettori       %

I              106           463       22.89%

II             129          590        21.86%

III           383          370       103.51%

IV             60           215         27.90%

V                 0             91           0.00%

-----------------------------------------

TOT         678        1729        39.21%

Aggiornamento 21.00

La saga continua: dal commento che trovate qua sotto possiamo dedurre che i 355 voti sono riferiti dal rappresentante di lista si riferiscono al totale delle cinque circoscrizioni e non alla III circoscrizione, dove si contesta, in vero, in 103%.

Benissimo, allora proviamo a far un'altra ipotesi: può essere successo con con circoscrizione III della Repubblica Ceca siano state scritinate le schede votate per la medesima circoscrizione, in altri paesi (o in seggi speciali?). Se infatti le schede sono poche non possono scrutinarle da sole, per garantire la segretezza del voto. Si aggiungerebbero voti che farebbero lievitare il numero di elettori. E senza aggiornare il numero di aventi diritto si combina il pasticcio. Come capire se è stato questo il problema? Andando a vedere i verbali di scrutinio! (ma guarda un po'...).

Vedremo come andrà a finire. Mi diverte vedere il livello di certa gente, in quel gruppo di FB. Hanno già preso un granchio grosso come una casa (come ho fatto notare) sul numero dei seggi. Si meravigliavano che  seggi fossero diventati magicamente dieci quando erano solo due (Sembrava che i seggi in tale Paese fossero in realta' diventati 10,  Alla fine, il Viminale indicava il dato finale (10 sezioni, in realta' ce n'erano solo 2)). Quando poi gli ho fatto notare che in realtà erano 2 sezioni moltiplicato per 5 circoscrizioni, mi hanno detto che sì, lo sapevano. Peccato però che si guardino bene dal modificare queste informazioni nell'intestazione del gruppo (che correttezza! che trasparenza!). Peccato che si guardino bene dal correggere i loro adepti facendo notare loro che in realtà era un granchio. No, vengono qui a controllare le mie nozioni di matematica (non disprezzabili, amico), e continuano ad caricare foto ironiche nello spazio del gruppo (perché ti senti simpatico e irriverente...). Fanno le pulci a me, quando hanno dimostrato di non essere all'altezza di svolgere il compito di rappresentante di seggio. Tanto che ancora oggi continuano a sbraitare che vogliono risposte dal Ministero dell'Interno, nonostante gli sia stato detto che non è quello il luogo dove cercare l'inghippo. Cari amici, continuate pure a fare i discorsetti maliziosi su FB, senza dedicarvi a una corretta ricerca tecnica dei problemi. Probabilmente pensate di essere quelli intelligenti, che ne capiscono di politica, ma da questa scarsa conoscenza delle procedure dimostrare solo di essere pesci fuor d'acqua in questo ambiente.

Se questa è la preparazione dell'apparato anti Berlusconi, siamo destinati a sorbirci Mr. B ancora per molto. Sigh!

martedì 9 giugno 2009

Beata ignoranza


Mi sono arrivate le schede per i referendum elettorali. Qualche giorno fa. La prima cosa che salta all'occhio è non esiste un quesito delle preferenze. Quelli che pensano che votando per questo referendum tornino le preferenze, in pratica pensano una cazzata: si vota tutt'altro.

La seconda cosa sono i quesiti. Uno corto e due lunghissimi. Domani faccio vedere le schede a qualche amico, vediamo che reazioni hanno. 

Ma la terza cosa mi stupisce molto... guardate bene la foto... come cazzo hanno scritto la risposta affermativa??? Sì, hanno scritto SI. Ma una volta l'affermazione non si diceva che si scriveva "sì". Anche maiuscolo: SI scrive SÌ.

Mi corregga qualche letterato, per favore. Devo essere io a sbagliare. Non posso credere che sia un errore del ministero.

Faccetta ne-e-ra...

Domenica sera mi trovavo al quartier generale dell'ODS, il partito di Topolanek, per i risultati delle elezioni europee. Mezz'ora dopo la mezzanotte i risultati sono ormai al 98% e il capo ufficio stampa ci avverte che sarebbe arrivato Topolanek per fare la conferenza stampa. E infatti arriva, si siede al tavolo di una radio per rilasciare un'intervista e dopo di ciò si avvia verso la postazione davanti alle telecamere per la conferenza stampa.
In quei secondi mi sono avvicinato e gli ho chiesto un saluto per "Mente Locale": quando ha capito che era rischioso parlare con un italiano, ha menato le tolle e ha diplomaticamente risposto "amo l'italia", e io - bastardo dentro - gli ho chiesto "amate l'italia? amate anche Silvio?".



Lui non ha risposto e ha proseguito verso il podio. Ma nessuno, NESSUNO, si è permesso di rimproverarmi niente. Nessuno è venuto a dirmi "oh, ma che cazzo dici". Nessuno mi ha identificato, nessuno mi ha allontanato mettendomi le mani addosso. Ed era evidente che stavo riprendendo tutto. Per inciso, Topolanek è quel signore che fino a due mesi fare era Presidente del Consiglio...

Questa si chiama libertà. Significa che chiunque può permettersi di aprire bocca e fare domande: irriverenti, spinose, o scomode.

A due giorni di distanza leggo di questa faccenda del Sig. La Russa, contestato a Lecco. E inizio a preoccuparmi seriamente.

In pratica, un cittadino di Lecco - Duccio Facchini - ha contestato il Sig. La Russa durante la sua visita elettorale a Lecco. Non ha insultato, ha solo espresso la sua opinione. Ed è stato denunciato dalla Questura di Lecco.

Premessa fondamentale: il gruppo a cui appartiene Facchini, "Qui Lecco Libera", l'ho sentito nominare solo oggi. Alla voce "chi siamo", scrivono tante belle cose, tutto sommato condivisibili. Leggo anche che Qui Lecco Libera è una sorta di “evoluzione” del movimento de “Amici di Beppe Grillo”. Conoscendo tutte le cretinate che afferma il grillo, mi viene da andarci un po' con i piedi di piombo. Quello che scrivo perciò, deriva da un'analisi dei fatti, e non è figlio in alcun modo di un endorsement per questo gruppo.

Quello che è successo, dunque. Un cittadino va in piazza, dove arriva un Ministro. E lo contesta. Gli rinfaccia l'ipocrisia di chi predica la sicurezza, ma poi fa di tutto per tenere i criminali fuori dalle carceri. Gli ricorda la sentenza Mills, che non fa scandalo solo per l'assuefazione degli italiani allo schifo. Gli ricorda l'articolo 3 della Costituzione, quello che dice che siamo tutti uguali davanti alla legge. E che quindi nessuno può sentirsi più uguale degli altri e non farsi processare. Gli rinfaccia l'infelice uscita di quando ha detto che l'Unhcr non conta un fico secco. L'ha chiamato ipocrita. Sarà poi un insulto o una osservazione?

E' successo che questo cittadino ha ricevuto una denuncia. Uno dice, magari da Nava o Dadati, che apparivano tutti preoccupati nei loro completini, perché qualcuno aveva rotto le uova nel paniere della loro passerella assieme al Ministro. No, è stato denunciato dalla Questura di Lecco.

La forza pubblica, si prende la briga di denunciare chi contesta un ministro. Ripeto: la Questura denuncia un cittadino, perché PACIFICAMENTE e senza insultarlo, contesta un ministro.

Rileggete questa frase dieci volte. Cazzo, rileggetela!
Ma stiamo scherzando? Ma siamo a Lecco o in CINA?

Sapete per cosa l'hanno denunciato: per "grida e manifestazioni sediziose". Art. 654 del codice penale.

"Sediziose?". Il buon De Mauro ci dice che una sedizione è un "tumulto popolare contro l’autorità costituita". Roba tosta! Sembra di essere tornati ai tumulti del pane a Milano. Ma quelli erano successi nel seicento. Sono passati un po' di secoli. E allora... ma sì, dai, una legge del seicento non vale più oggi... Di sicuro questo codice penale che condanna "grida sediziose" l'hanno fatto in un altro periodo. Vediamo, google...ecco, sembra che sia stato fatto nel 1930.

Ehi, un attimo... ma nel 1930 in italia c'era il...

FASCISMO

A me vengono i brividi. Oggi, 2009, a Lecco se cammina un Ministro per la strada si può solo applaudire. Non si può fischiare. Perché è bene ricordarlo, non era un corteo, non era un comizio, non c'erano manifestanti con bandiere e striscioni. Io posso capire che se c'è un corteo, l'ordine pubblico posso garantire che non avvengano disordini allontanando i fautori della fazione opposta. Ma in questo caso abbiamo solo un Ministro che scende dalla macchina, e passeggia per la piazza. E allora, allontanare un cittadino non è questione di ordine pubblico. E' questione di scenografia: il potente deve credere che tutti gli vogliano bene, non deve vedere le contestazioni. Deve fare le riprese per la TV con la gente che gli stringe la mano sorridente. Si deve creare un mondo di plastica, la gente dietro lo schermo non deve vedere che qualcuno contesta. 

Mi ricorda di quando c'erano le parate militari e davanti a un soddisfatto Mussolini si facevano sfilare i carri armati tre volte facendo credere che avevamo il triplo di carri armati.

Il potente si compiace e il paese va a puttante. Ma non si deve sapere in giro.

Questa cosa mi preoccupa. Mi preoccupa che un cittadino non possa aprire bocca in una pubblica piazza. Mi preoccupa che un articolo di un codice FASCISTA, valga di più dell'art. 21 della Costituzione.

Mi preoccupa, ma io sogno. A Praga un mio amico ha contestato Paroubek, durante un suo comizio, con un grande striscione. Nono sono volate le mani, e la Polizia non l'ha arrestato, benché fosse a due metri dai sostenitori del CSSD. Sogno che anche un giorno a Lecco, un comizio non sia uno spettacolo con applausi a comando. Ma che un politico vada in piazza per proporre le sue idee e ricevere applausi se dice cose sensate, o fischi se dice cazzate.

Sogno che un giorno, se un ministro passa per strada non ci sia uno schieramento di polizia a tenere lontani i sudditi, ma che chiunque si possa avvicinare, come è successo a me con Topolanek (ma anche con Schwarzenberg, che da ministro degli esteri è arrivato con UNA macchina e DUE uomini di scorta). E Sogno che gli si possa fare una domanda scomoda, un'affermazione provocatoria con una camera in mano e non essere toccati con un dito, e non essere denunciati. Sogno che questo cose, scontate nel paese dove vivo ora, lo siano anche nella mia Lecco.

Il 27 Giugno a Lecco si raccoglieranno le persone che sognano la stessa cosa. Non potrò esserci. Quei mille km di strada tra Lecco e Praga non potrò farli. Ma è come se fossi lì. 

domenica 7 giugno 2009

Risultati semidifinitivi

ODS ormai al 30.3%
CSSD al 23.3%
Komunisti 14.7%
KDU 8%

ODS sta salendo e CSSD cala. Ormai si può dire che Topolanek ha vinto la sua scommessa.
Anche se prima sembrava veramente nervoso. Non capisco cosa potesse aspettarsi di più.
Narodni strana al 0.26% (quelli della soluzione finale). Confusi tra un marasma di voti dispersi tra tanti partitini. La gente, insomma ha voluto punire i partiti grandi: la disafeziione dalla politica è elevata.

Primi risultati da Praga

In diretta dalla sede dell'ODS

ODS 31.2
CSSD 16
Comunisti 19
KDU 8.3
Altri 5.7

Sono solo 332 sezione su 14777. Ma sono solitamente le sezioni del paesini, dove l'ODS conta meno.
E Topolanek già sorrideva.
Ma la notte è ancora lunga.

La scelta del candidato

E' dura ma va fatta. Ho passato almeno un mese a chiedere consigli e pareri a tutti i conoscenti. Il massimo che mi dicevano è di scegliere tra i quattro partiti che di sicuro riusciranno ad avere qualche eletto. Mai nessuno però mi dava un nome. Un fottutissimo nome a cui dare la preferenza.

Mi sono ridotto venerdì sera a passare al setaccio le liste di candidati. E ho scoperto una cosa bella. Tutti i siti dei partiti ti danno una visione chiara e completa di chi sono i loro candidati. Per ognuno viene chiaramente riportato il curriculum professionale.

Professionale, appunto. Non ti raccontano la loro storia politica, che prima erano segretari di sezione, poi consigliere comunale, poi portaborse del tal ministro, e infine sindaco del paesello. No, ti dicono che istruzione hanno, che mestiere fanno, le esperienze internazionali, e soprattutto quante lingue parlano.

E così ho scelto: ragazza di 27 anni, diplomata al conservatorio, musicista che ha girato mezzo mondo e che parla quattro lingue straniere, tra cui l'italiano. Dice che ha anche studiato all'Università di Siena. Ecco.

Internet per la politica deve essere questo. Non una vetrina di animazioni flash per far vedere quanto sei bello con lo sguardo pensieroso e la mano sul mento. Internet deve veicolare informazioni, che consentano all'elettore di fare una scelta consapevole.

Io la sera prima di votare, nella mia camera, ho passato in rassegna i candidati e ho scelto chi mi soddisfaceva. Senza dover scandagliare i blog, ma semplicemente dai siti ufficiali. E questo mi piace.

Ho votato. A Praga.



Sveglia alle 7.20. Doccia ripulente: al seggio si va puliti.
Esco di casa alle 8.20, prendo la macchina e vado a Strahov, a prendere un mio amico che mi farà le foto delle grandi occasioni. 8.35 arriviamo alla scuola elementare vicino a casa mia. Un edificio che vedo tutti i giorni, e nel quale non sono mai entrato. E' una stranissima sensazione vedere dal di dentro, qualcosa che conosci come le tue tasche solo dal di fuori.
E' il mio primo voto in Repubblica Ceca, per i candidati cechi, e sono un po' nervoso.
Entro al seggio e mi trovo davanti un plotone di sei scrutatori dei quali la più giovane era una ottantenne canuta.
"Good morning".
"Dobry den" mi hanno risposto in coro.
"No, guardate che ho detto Good morning".
"e sti cazzi" mi rispondono col viso.

Mi sa che qui sanno parlare inglese quanto io parli napoletano.
Mi giro e toh! una trentenne. Sì, è lei la presidente di seggio. Dai, dai... che tu ce la puoi fare, dai che puoi dirmi cosa devo fare in inglese. Sì, tua sorella.
Consegno il passaporto alla sciura ottantenne che trova il mio nome nell'elenco. L'unico straniero votante. Perfetto, tutto torna, posso votare ma....
C'è un problema: sulla scheda del partito che voglio votare c'è una macchia di unto fatta col formaggio il giorno prima.
"Could you be so kind to give me another copy of the ballots?"
Non volevo che il mio voto potesse essere riconoscibile.
E voi credete che la presidente di seggio mi capisse? Appunto.

Riesco a farmi capire, mi danno un altro set di schede e vado in cabina. Cabina da cui in realtà sbuca la testa. Mi metto a votare, con il consueto panico che mi induce a ricontrollare almeno cinque volte prima di uscire dalla cabina.

"Oh, ma come cazzo è che sto tizio vota qui?" chiede uno scrutatore sottovoce.
Alzo la testa, dalla cabina "Cos'è non ci crede che posso votare?" gli rispondo io, IN CECO.

Esco, chiamo il mio amico che mi fa la foto che vedete qui.

Salutiamo e usciamo.

Bello votare. E' vero che la democrazia non mi piace, perché mischia il mio voto con quello di una trentenne che non sa dire due parole in inglese. Ma votare mi piace lo stesso. Anche se ti trovi lo scrutatore che invece di dire "che bello, agli stranieri interessa la vita pubblica del paese in cui vivono", si scandalizza perché uno straniero che fa finta di non saper parlar ceco, possa votare.
Sarebbe bello che i cechi si aprissero un po' di più. Non sono la razza eletta da preservare pura contro l'invasione degli stranieri.

sabato 6 giugno 2009

Prima o poi la vedrò questa pagina...



Per adesso godiamocela così.

Tanti applausi per me, grazie

Ma il fotovoltaico di notte non funziona?

Si vota! Si vota!
Io ho votato stamattina, voi lo state facendo ora, probabilmente. O domani.
Fate quello che volete, ma se volete un consiglio, guardate per bene il curriculum dei candidati.
Perché in Europa dobbiamo mandare persone competenti.

Cinque anni fa abbiamo mandato al Parlamento Europeo Dietlinde Gruber detta Lilli.
1.130.720 italiani hanno votato questa signora che oggi, in un dibattito televisivo in tema energia si chiede: "Ma il fotovoltaico di notte non funziona?".

Questa è la gente che abbiamo mandato in Europa per decidere il nostro futuro.
Cerchiamo di fare meglio la prossima volta.

venerdì 5 giugno 2009

Pazzie italiane, si ristampano le schede


Allora, facciamo chiarezza. Il sistema di voto ceco non è il mio preferito. Funziona che ti mandano a casa una busta con una scheda per ogni lista, con i nomi di tutti i candidati prestampati. Tu quando vai a votare porti con te la scheda del partito che voi votare, al seggio ti danno una busta, e tu in cabina ci infili la scheda che ti sei portato da casa.
Quindi non c'è possibilità di errore per i vecchi, che arrivano già a colpo sicuro con la loro scheda compilata.
Il problema è che però i arriva a casa una busta con una marea di fogli, 33 per queste elezioni. Moltiplica per tutti gli elettori cechi e vedi quanta carta sprecata. Perché poi ne usi solo una e le altre 32 le getti.
Ed è per questo che il sistema non mi piace.

Tuttavia, anche il sistema italiano ha dei problemi. Soprattutto quando si tratta di follie tipicamente italiane. Guardo per esempio Repubblica e scopro che a UN giorno dalle elezioni devono BUTTARE VIA tutte le schede delle provinciali a Milano perché il Consiglio di Stato ha deciso che non va bene il simbolo della DC di Pizza.
Sì, il mitico Pizza, che già tanti bei momenti ci ha regalato su questo blog.


Ecco, sembra che il nostro mitico Pizza, non possa usare lo scudo crociato, che invece appartiene a Casini.
Quindi devono gettare NEL CESSO tonnellate di schede elettorali, e stampare NELLA NOTTE le nuove schede, affinché siano pronte per le elezioni che cominciano domani.

Una gara contro il tempo, uno spreco di soldi... e per cosa? Per il nostro mitico Pizza.

Ora, io sarò scemo, ma qualche idea semplice semplice io ce l'avrei:

1) Qualcuno (la cassazione, Napolitano, il Papa... qualcuno) decida UNA VOLTA PER TUTTE a chi va sto scudo crociato. Con divieto di ricorsi ogni seconda settimana.

2) Si stampine le schede 15 giorni prima del voto. Una volta stampate le schede, nessun ricorso ha effetto. I tribunali rigettino qualsiasi ricorso, ormai le schede sono stampate, e si vota con quelle. Stop.

3) Pizza, se provi a fare annullare le elezioni per questa storia, giuro che ti faccio un'altra intervista. E no, non è una cosa bella.

Urne aperte

Sono iniziate questa mattina le elezioni europee in Repubblica Ceca.
Sono passato davanti alla scuola dove domani vado a votare. Deserto assoluto.
Che vadano tutti domani a votare?
Ieri ho parlato con il capolista dell'ODS. Non mi ha convinto del tutto, ma quantomeno parla bene inglese (oltre che a russo, francese e polacco). Buono a sapersi.

martedì 2 giugno 2009

Italiano al 6,25%



Avete presente chi è questo personaggio qua sopra. Il SIG. emanuele filiberto savoia.
L'ultimo pretendente al trono inesistente di una nazione che suo bisnonno ha contribuito a mandare a puttane qualche decennio fa. E invece di scusarsi, di tutte le cazzate fatte da suo bisnonno, da suo nonno (anche dopo il 46) e da suo papà (che non se ne fa scappare una), si permette di chiedere un risarcimento allo stato italiano: 260 milioni. Di calci nel culo, fosse per me.

Ora, che tu sei così non è colpa tua: tale padre (nonno, bisnonno...) tale figlio. E uno non è che si può scegliere i genitori e avi.
Tuttavia, almeno un po' di buon gusto richiederebbe che evitasse scivoloni come quello di candidarsi alle Europee. Un po' l'hai già presa nel culo alle politiche dell'anno scorso (ah, già, adesso si candida con l'UDC, non a caso). Un po' vai in giro a farti chiamare principe: che cosa c'entri con la repubblica italiana? Ma soprattutto, questo passaporto italiano che qualche centinaio di disgraziati parlamentari italiani ha deciso di darti, te lo meriti davvero?

Sai, a me non me ne frega niente di concetti come l'italianità, ma tu principino ci tieni alle tue radici dinastiche. E allora vediamo nella tua genealogia. Da parte di madre sei svizzero. Da parte di padre, vediamo sotto. Tuo papà ha solo due trisnonno italiani su 16. Ciò significa che tuo papà è italiano al 12,5%, e quindi tu se italiano al 6,25%.
E che cazzo vuoi dall'italia?

Spero che domenica prenderai una sonora inculata dagli elettori, e che dovrai restare a bocca asciutta. Ma putroppo so che gli italiani sono imbecilli e ti voteranno.
Ma la speranza è l'ultima a morire

lunedì 1 giugno 2009

Caduta di stile. Senza vergogna.



Apro repubblica (il sito) e trovo questa pubblicità.
Ora, è vero che uno la propria fama (meritata???) la usa come vuole, ma fare pubblicità "vota comunista", mi sembra davvero una caduta di stile.
Voglio dire, io non andrei in giro a far vedere a tutti quanto sono ignorante.

Per la cronaca, qualcuno mi aiuta a capire cosa ha scoperto questa signora? Perché non sono ancora riuscito a scoprire quali siano i suoi meriti scientifici...

P.S.: Vivendo in un paese post-comunista, forse mi sento un po' autorizzato a scrivere tutto ciò.

domenica 31 maggio 2009

Repubblica e Monarchia

"Ma anche lì da voi in Repubblica Ceca c'è il Re, cioè avete la Monarchia?"

Tobia

Stoccolma, il racconto



Qui sotto trovate il racconto della gara in sintesi decalogagica.
Ora invece mi dilungo nella mia nota digirrea, sul racconto di questa gara. Una maratona che non è andata come doveva: 4.53.57.
È andata male perché potevo fare meglio, molto meglio. Due mesi fa ho fatto il mio record personale sulla mezza maratona, con 1.51.30. Stavo quindi in condizioni migliori del 2006, il mio precedente tempo sulla mezza (1.52.15), quando feci un 4.26 sulla maratona.
Mi aspettavo quindi di fare un 4.30, che poteva starci, considerando che ho chiuso la prima metà della gara a 2.11. E invece sono crollato con un sacco di patate e ho chiuso in 4.53.57: ancora una volta sono riuscito a evitare l'onta delle 5 ore, ma qui c'è qualcosa che non va.

Sì, perché al di là dei minuti e dei secondi, sono i dolori provati che mi fanno dire che questa è stata una pessima gara. Nemmeno a Berlino, ero stato così male. Sono arrivato, verso i 36 km, a fermarmi, togliermi le scarpe per far rilassare il piede (no, non era colpa delle scarpe, che sono ottime per i miei piedi). Dolori alle gambe, che mi sembravano dure come il marmo: anche camminare mi provocava dolore, anche camminare! Addirittura tensione muscolare che non mi faceva fare le minzioni: avevo lo stimolo ma non usciva niente, da tanto ero teso. Mai successo.

Quindi il tempo è solo un dato. La conduzione tecnica di questa maratona è stata molto peggio. E mi chiedo il perché.
Ci sono dei motivi "colpa mia", e dei motivi "non colpa mia". Iniziamo da questi ultimi. Una temperatura assurda, da 25 a 29 gradi. Ero a disagio ad aspettare - fermo - prima della partenza, figuratevi a correre.
Partenza alle due del pomeriggio, che sfasa tutto con l'alimentazione. Con queste temperature era meglio partire alle sei del mattino.

Un sacco di salite, sia nella parte "di campagna" che in quella cittadina. Salite, sottopassi, e un ponte di 30 metri, da ripetere due volte, con una rampa d'accesso terribile. Il problema è che non riuscivo a recuperare in discesa, perché i muscoli si indurivano e "picchiavano" se cercavo di accelerare in discesa.

Poi ci sono le colpe mie. L'aver prediletto gli allenamenti per accelerare, rispetto alla distanza. Così magari faccio il personale sulla mezza, ma crollo sulla maratona.
La colpa di non aver ancora perso tutti i kg che dovrei perdere.

Penso che sia stato un mix di tutto ciò. Soprattutto penso abbia influito il caldo, perché alla mezza sono arrivato a 2.11 e già stavo un tocco perggio di quando ho fatto il personale, due mesi fa. Quindi al di là della distanza, già qualcosa non andava di suo.
Penso il caldo abbia fatto molto. Non sono molto espero, ma quello che posso dire è che il cuore funzionava a dovere (cardiofrequenzimetro alla mano). Il problema era essenzialmente muscolare. Gambe dure, tutto qui.

E allora traggo le conclusioni. Stop. Ieri pensavo per sempre, perché tutto quel dolore non aveva davvero senso. Ora dico, stop per un po'. Per qualche mese mi metto a dimagrire (nuoto e camminate). Magari corsetta domenicale, per non perdere il ritmo. Poi, persi quie 6-7 kg, mi rimetto sotto e ci riprovo. Magari con una maratona "fredda".

Oggi il morale sta un po' meglio, ma ieri era sotto i piedi. Volevo onestamente ritirarmi, e se non l'ho fatto era perché mi ero dato appuntamento sul traguardo con Niko (il mio amico finlandese), entro le cinque ore (poi putroppo non ci siamo visti comunque, perché è dovuto andare di corsa al porto a prendere la nave di ritorno). Ma alla fine, arrivi sempre al traguardo. Con un ultimo km a 6.04 trascinato da un monzese che mi ha identificato dalla mia maglietta lombarda. Ed è stato bello entrare allo stadio, lo stadio olimpico di Stoccolma. Una costruzione meravigliosa che gronda storia. Entro nel tunnel ed alzo la braccia, arrivo sulla pista e mi sento un campione; giro d'onore sulla pista rossa gridando al cielo, felice come una pasqua. La maratona è anche questo: è bastarda, la maledici fino al 42esimo km. Poi gli ultimi 195 metri, anche se prima bestemmiavi in bulgaro, sei sempre felice. È sempre una festa.

Dieci motivi per non correre la Maratona di Stoccolma

1- Caldo, troppo caldo.
Siamo partiti che c'erano 25 °C, e durante la gara è salita fino a 29 °C. No, non è una temperatura adatta per correre una maratona

2- Poco cibo.
Banane solo due volte sul percorso. E basta.

3- I cetrioli.
Sì, non ti danno niente da mangiare. Ma ti offrono i cetrioli. Durante una maratona?

4- Casino ai rifornimenti
A Berlino, con il doppio di persone, erano molto più veloci.

5- Salite
Tante salitelle, sottopassi e un fottutissimo ponte di 30 metri. Da fare due volte.

6- Percorso stradale duro.
Mai sentito dolore del genere ai piedi.

7- Medaglia senza laccio
Due etti abbondandi di medaglia, che non puoi nemmeno attaccarti al collo perché hanno avuto la pensata di non mettere il laccio, e nemmeno due buchi per potercelo mettere. Appena arrivo a Praga, si va di trapano.

8- troppi finaldesi

Ecco, altre non me ne vengono. Quindi mi fermo a otto, anche se ogni buon decalogo ne vorrebbe almeno dieci (altrimenti che decalogo sarebbe?).

Ma per otto motivi per i quali non fare la maratona di Stoccolma, ve ne do uno per cui invece vale la pena e sputare il sangue per arrivare al traguardo con le proprie gambe:

L'INGRESSO ALLO STADIO OLIMPICO.

Immagina di arrivare in una via, vedere lo stadio che si avvicina, e poi entrarci. Entrarci per il tunnel che passa sotto gli spalti, per poi mettere i tuoi piedi sulla pista di atletica. Quella dove corrono i campioni veri. Fosse stato di notte, con i riflettori accesi, sarebbe stato ancora più magico. Ma anche così, è stato fantastico, con le mani che si alzano al cielo, e festeggiano, nel giro di pista d'onore.

L'antiberlusconismo



Sono in un ostello di Stoccolma. E sento un sardo che cerca di parlare con un greco di Berlusconi. Dico "cerca" di parlare, perché il suo inglese è un tocco peggio perfino del mio ceco.

La cosa che non mi ha fermato dall'intromettermi nel discorso (che lo so, è maleducato), è la bizzarra tesi sostenuta da questo tizio. In italia - dice - si sta costruendo il digitale terrestre per evitare il problema delle frequenze di Rete 4. Quelle frequenze che dovrebbero stare a Europa 7 e che invece vengono occupate abusivamente da Fede. A chi devono andare le frequenze? Come risolvere il problema? Semplice, si smette di usare l'analogico, e si usa il digitale terrestre, dove c'è spazio per tutti. E Mr. B. ha risolto i suoi problemi.
Cioè, IL DVB è un'invenzione di Berlusconi, per salvare Rete 4.

Ho provato a spiegare che il DVB è un'evoluzione tecnologica verso la quale sta migrando tutta l'Europa. Ho provato a spiegare che anche nel mio appartamento di Praga ho un ricevitore digitale e vedo i canali trasmessi col DVB. E che a Praga non c'è Rete 4.

Ma non c'era verso: "a chi giova?", mi ha risposto. Come dire che sì, vabbe', ma se Berlusconi ne trae vantaggio, ci deve essere sotto per forza il suo zampino.

Ecco, sapete che Silvio non mi sta simpatico. Ma questo antiberlusconismo è quasi peggio. Non puoi pensare di combattere Mr. B. se dici cavolate del genere. Perché ti esponi alle legittime critiche, anche di chi sta dalla tua parte. Se vuoi criticare Mr. B., hai tonnellate di materiale e di ragioni che sono incontrovertibili. Usa quelle, e non dare la colpa a Berlusconi perché, che ne so, non ti tira l'uccello.
Non aiuti, anzi.

venerdì 29 maggio 2009

partendo

esperimento di microblogging in diretta dal bus che mi porta all'aereo. Post scritto col cellulare, stancante ma fattibile. Il problema è capire se c.è una interfaccia mobile. Indagherò.

Stoccolma

Stoccolma, Sabato, massima temperatura 19°C,  42% di umidità, e buona visibilità.

Lo dice la BBC, e sinceramente non so nemmeno se queste condizioni sono buone o cattive per correre una maratona. 

Mancano tre ore e vado in aeroporto. Il volo per Stoccolma è pronto!

giovedì 28 maggio 2009

Compliconcepimento


Qualcuno si chiede perché io festeggi il compliconcepimento (bella festa ieri sera!), anziché il compleanno. Anticonformismo? Bastiancontraresimo? Può darsi.

O forse quel pizzico di sana follia, anche se suona meglio chiamarlo attimo di vita poetica.

Ma alla fin dei conti, perché mai dovrei festeggiare delle grida di dolore? Io, preferisco festeggiare delle grida di piacere...

'gnurant!


E come non smentirsi. Anche nella redazione del corrierone l'ignoranza regna sovrana. Mostrano un tizio con la papalina color cremisi, e lo chiamano cardinale. Santo cielo....

tanti auguri a me, tanti auguri a meeeeee!!!!

Oggi è il mio 30° compliconcepimento!!!

Tanti auguri a me stesso. E complimenti a mamma e papà che proprio la sera del 28 Maggio 1979 si sono divertiti e mi hanno fatto.

Well done, guys!

mercoledì 27 maggio 2009

Pier Silvio: i miei valori sono i suoi. E te ne vanti?

Pier Silvio risponde a Franceschini in merito alla sua domanda retorica "Affidereste i vostri figli a Berlusconi?".

Pier Silvio (oltre a non vergognarsi di avere un parde che gli ha dato un tal nome) si risente e afferma a Repubblica:  

"Ma Franceschini come si permette? Forse sbaglio a prendere sul serio una battuta di così pessimo gusto, ma anche alla campagna elettorale c'è un limite. Io, proprio io, sono stato educato da Silvio Berlusconi. E i miei valori sono i suoi. Amore per il lavoro, generosità, tenacia e rispetto per gli altri."

Oh! I VALORI!

Anche quello di ingravidare le fanciulle fuori dal matrimonio. Proprio come papà Silvio, sorella Marina, sorella Barbara... insomma una famiglia tradizionale, fondata sui valori.

Ma attaccati al tram.

giovedì 21 maggio 2009

Se Pattera è scienziato io sono Jessica Rabbit


Oggi vi parlo di una cosa che mi dà molto fastidio: quelli che si spacciano per scienziati.
C'è infatti una lunga categoria di persone che si autodefinisce scienziato, per il solo fatto di avere una laurea in una materia scientifica.
Sembra quasi che quel pezzo di carta sia la patente per farsi chiamare scienziato.
Uno di questi è il signor Pattera: in una trasmissione televisiva trasmessa su una televisione locale (Odeon), è stato definito a più riprese "scienzato", dal conduttore, un certo Decollanz (questo signore qui sotto).



Ad esempio in questo video, al minuto 1:16
http://www.youtube.com/watch?v=SCQt4bcBg6Y

Oppure a quest'altro video, a 00:09
http://www.youtube.com/watch?v=IKLVLrqQOa4

Probabilmente questo Decollanz si sente in diritto di chiamare "scienziato" il sig. Pattera, per il fatto che egli ha una laurea in Biologia.
Ecco, cerchiamo di chiarire la faccenda: una laurea non fa di una persona qualunque uno "scienziato". La laurea è solo un tassello di un percorso molto più complesso che porta una persona ad essere scienziato. Ci sono tanti altri tasselli: talvolta un PhD, ma soprattutto la sperimentazione scientifica. Lo scienziato fa scienza: osserva dei fenomeni, cerca di darne delle spiegazioni, e verifica sperimentalmente la correttezza delle sue teorie. Spesso si verifica la qualità della produzione scientifica, dalle pubblicazioni. Pubblicazioni su giornali scientifici, articoli revisionati da pari, s'intende. Tutto il resto è fuffa.

Ecco, adesso vediamo perché il Sig. Pattera non è uno scienziato.
Innanzitutto lo stesso Pattera corregge un attimo il tiro e dice di essere "uomo di scienza"

in questo video al minuto 00:32
http://www.youtube.com/watch?v=IKLVLrqQOa4

La sostanza cambia poco. In realtà il sig. Pattera è ben lontano anche dal solo approcciare la parola scienza.

Vediamo innanzitutto l'origine della sua laurea, di cui va tanto fiero (si fa addirittura chiamare dottore). Da questa pagina troviamo alcune interessanti informazioni: http://www.tg0.it/doc.php?foglio=2&doc=103

Sembra che il Sig. Pattera sia nato nel 1950 e si sia laureato nel 1990. Da queste informazioni, sembra quindi che si sia laureato alla tenerissima età di quarant'anni. Tutti dedicati alla conquista del pezzo di carta? No, certo, nel frattempo lavorava come Tecnico (tecnico!) nei laboratori dell'ospedale. La laurea era probabilmente un passatempo serale.

Insomma, dacci e riddacci, prima o poi collezioni tutte le firme sul libretto che ti servono per ritirare una laurea.
Che certo, ha un valore legale... ma ha un valore scientifico? Dai, facciamoci una risata sopra... (soprattutto sul fatto che si faccia chiamare dottore... io mi vergognerei di essermi laureato a 40 anni, non lo sbandiererei).

Certo, non che la laurea o un titolo qualifichi da solo lo scienziato. Anche se presa a pieni voti e in tempo record.
Vediamo allora, se il sig. Pattera fa attività di ricerca scientifica. Provo a cercare "Giorgio Pattera" su Google, e quello che ritrovo è una marea di riferimenti a UFO e simili. Niente di scientifico.
Dove lavora? In che gruppo di Ricerca? 
Allora aggiungo parole come "staff", "people" al suo nome, per vedere in quale gruppo di ricerca lavora. Niente, sembra che non abbia nessuna affiliazione.

E va bene, uno può essere ricco sfondato, avere il proprio laboratorio a casa e fare ricerca per i cavoli suoi. Inconsueto, ma non è vietato. Vediamo allora quali sono i risultati della sua ricerca. Perché se - come dice - è uomo di scienza, deve avere della produzione scientifica.
Allora cerco il suo nome in google, con la parola chiave "publications" e "papers". Ci sarà da qualche parte una lista dei suoi articoli, no?
Indovinate: niente. Non c'è modo di trovare la lista delle sue pubblicazioni, per valutare la sua produzione scientifica.

Che dite? Certo, Pattera magari è timido, e non vuole vantarsi dei suoi risultati su internet. E va bene, ma allora come faccio a vedere la lista delle sue pubblicazioni?
Be', c'è Web of Science. Cerco allora su WoS di quali articoli pubblicati su giornali scientifici (revisionati da pari) è autore. Indovinate? Niente.

E allora? Dov'è la produzione scientifica di Pattera? Su cosa basa la auto-definizione di "uomo di scienza"? Sulla laurea a quarant'anni? ROTFL.

Ecco, il Sig. Pattera non ha alcuna credenziale per essere definito né "scienziato", né "uomo di scienza".
Ma non solo, non ha nemmeno idea, di cosa la scienza sia.
Non entro nel merito delle stupidaggini tecniche dette durante quella trasmissione, visto che sarebbe come sparare sulla croce rossa. Vediamo piuttosto il rigore metodologico del sig. Pattera, nel suo approccio con la scienza:


In questo filmato dice, http://www.youtube.com/watch?v=IKLVLrqQOa4, 00:35
"L'uomo di scienza è tanto più grande quanto più è umile. Quindi, quando c'è un fenomeno strano - non dico problema, ma fenomeno strano - se l'uomo di scienza ripete quello che fece Galileo deve andare ad osservarlo, ripetutamente e soprattutto confrontare i dati. Allora io sfido le istituzioni, che continuano a negare questa evidenza a dimostrare il contrario. È vero che dovremmo essere noi a dimostrare queste cose, però a un certo punto, come il boomerang rimbalziamo la sfida: ci diano le spiegazioni per cui cadono questi filamenti che di naturale non hanno nulla".

Partiamo con la frasettina ad effetto sull'umiltà dell'uomo di scienza. Forse l'ha letta da qualche parte ma non l'ha capita. Lo scienziato deve essere umile nel senso che deve essere pronto ad accettare ogni evidenza sperimentale che dimostra il contrario di quello che crede. Significa che in scienza non contano i cognomi, ma gli esperimenti, le misure. Quindi non significa che io mi devo bere tutte le stupidaggini che mi dici. Se sono cose senza senso, e non le supporti da evidenza sperimentali, col cavolo che sono umile. Ti dico di portarmi le prove, oppure di tacere.
Ma la parte interessante arriva dopo. Sembra che per Pattera, basti osservare il fenomeno ripetutamente. No, la ripetizione dell'osservazione è una condizione necessaria ma non sufficiente. Se nel tuo esperimento osservi ripetutamente un fenomeno, ma i dati che raccogli sono falsati da un qualsivoglia errore metodologico, il tuo esperimento non vale niente. Anche se ripetuto mille volte. Osservare una mucca e pensare che sia una capra non fa diventare la mucca una capra. Anche se osservi la mucca mille volte, e pensi che sia una capra mille volte. Anche se raccogli frammenti di corna e gridi "sono frammenti di corna, deve per forza essere una capra" (errore metodologico).
E ancora, rimbalza alle istituzioni il compito di dimostrare l'inesistenza di un fenomeno. A parte che magari le istituzioni hanno cose ben più utili da fare, ma qui si manca di rigore scientifico.
Lo scienziato esegue l'esperimento, lo ripete e fornisce la documentazione adeguata al mondo scientifico per giudicare se i suoi risultati sono corretti. Gli altri scienziati possono provare a ripetere l'esperimento per verificare se è ripetibile, giusto per avere una prova sperimentale indipendente se le affermazioni sono poco verosimili. Ma non capita mai che si scarichi l'onere della prova de fenomeno ad altri. No, Pattera: tu mi documenti scientificamente il fenomeno, e io te lo smonto. Non puoi pretendere che ci faccia lo "smontaggio", se non sei nemmeno capace di produrre la tesi da smontare.  


E qui ancora un'altra perla:
http://www.youtube.com/watch?v=_ZiWrtQasK0, 8:15
Decollanz "Pattera, a chi tocca dare le risposte"
Pattera "Noi nel nostro piccolo, alla fine del 2006, abbiamo racchiuso in una carpetta consistente, corredata anche da un CD pieno di immagini e di analisi, l'abbiamo consegnata per dovere civico a tutte le istituzioni della nostra città: Università, Assessorato all'ambiente, Provinciale, Regionale e comunale, all'ARPA, alle associazioni di volontariato come la Legambiente, WWF etc"

Altro scivolone dell'uomo di scienza. 
Caro il mio Pattera, deve sapere che chi fa scienza, non porta in giro i documenti a Legambiente, o all'assessore del paesello. Se si hanno dei dati, si scrive un articolo e lo si manda ad una conferenza scientifica o meglio ancora ad un giornale scientifico. Dove c'è una revisione di pari che valuta se il contributo ha un rigore metodologico e un fondamento scientifico. Dove i revisori ti criticano, e ti chiedono di aggiungere materiale o di correggere l'articolo se lo ritengono opportuno, prima di pubblicarlo.
È questo il metodo dello scienziato, Sig. Pattera.


In definitiva, il Sig. Pattera viene chiamato "scienziato" e si autodefinisce "uomo di scienza" pur non avendo nessuna qualifica che giustifichi questo appellativo, senza avere produzione scientifica, senza avere alcuna pubblicazione su giornali scientifici, e senza nemmeno conoscere come funziona la scienza e il metodo scientifico.

Consiglio al Sig. Pattera di sciacquarsi la bocca, e di non usare la parola scienza e scienziato, senza prima aver imparato cosa vuole dire.


*Le due foto sono tratte dai video di youtube della tramissione linkata.


Cartelli slovacchi


Chissà cosa direbbero certi benpensanti italiani....

mercoledì 20 maggio 2009

Pizzeria Papi


Capita che uno passeggia per Sacramento (California) e trova la "Pizzeria Papi". Dicono che sia un posto ideale per festeggiare un diciottesimo compleanno.

venerdì 15 maggio 2009

Quando gli immigrati eravamo noi: bufala ?

In rete circola questo testo:

Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perchè tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perchè poco attraenti e selvatici ma perchè si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali.

Dalla relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912.

A me puzza tanto di bufala, e vi spiego perché. Innanzitutto gli errori grammaticali fanno insospettire. Ma soprattutto è lo stile che non convince. Sembra che il testo sia creato apposta per creare l'effetto desiderato: il lettore, riga dopo riga, pensa che si stia parlando di zingari, di neri (o qualsiasi altra etnia), e solo alla fine - quando ormai crede di avere capito di chi si parla - gli viene svelato che si sta parlando di italiani, descritti dagli americani un secolo fa.
Così il lettore si sente un merda per quello che ha pensato. Il meccanismo psicologico funziona, ma fa pensare al fatto che il testo sia stato confezionato ad arte con questo scopo, e non che sia un testo originale.

Diverse argomentazioni sembrano messe apposta nel testo per ricalcare le frasi che gli italiani usano con gli stranieri ("Le nostre donne", "Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina"). Delle volte addirittura sembra che descrivano appositamente casi italiani: la frase  "alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro" sembra sia scritta apposta per descrivere il caso Reggiani.

Alcune accuse stonano nei confronti del contesto americano: Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili e ben sappiamo che negli USA non esiste una lingua ufficiale, essendo un paese che è un vero crogiuolo di lingue. 

Ma soprattutto, è verosimile che un testo ufficiale di una istituzione come il Congresso americano, si lasci andare con descrizioni del genere? Anche ammettendo che vogliano esprimere gli stessi concetti, vi sembra normale che scrivano frasi così chiaramente disprezzanti? Piuttosto che dire "molti di loro puzzano", direbbero "queste comunità di immigrati rappresentano un pericolo per l'igiene pubblica a causa di una non adeguata disponibilità di servizi sanitari ed educazione igienica". Il senso è lo stesso, ma da un testo ufficiale del congresso mi aspetterei la seconda frase, non la prima. 

Ho fatto una ricerca in internet, cercando la fonte di questo documento. Nessuna fonte. Non si riesce a capire da dove sia partito questo testo, che tutti si ricopiano di blog in blog. 
Soprattutto non c'è la fonte sul traduttore (perché sia ben chiaro, è probabile che alla base ci sia un fondo di verità - come solito per le bufale - ma la traduzione sia stata talmente libera da aver snaturato il senso del testo originale). 

Ho cercato una fonte in inglese, ma non ho trovato niente (pur cambiando le parole chiave per cercare di indovinare l'originale inglese).

In definitiva, a me puzza tanto di bufala. Vedremo se ci saranno aggiornamenti.

giovedì 14 maggio 2009

Sempre parlando di confini


e sempre da Google, ecco il confine Messico - USA, all'estremo, nell'oceano.

Sembra che il muro di confine entri in acqua. Un paio di metri. 

Mi chiedo: ma un non può fare il bagno sulla spiaggia messicana, e "casualemente" saltare dall'altra parte?

Metri e piedi


No, no è un post sulle camminate, o sulla corsa. Ma un semplice riflessione sull'assurda mania di alcuni paesi di usare misure medioevali come i piedi o i pollici, rendendo la vita complicata alle persone che invece usano il Sistema Internazionale.

Ho trovato su Google Maps, questa chicca. Cliccando su Terrain, si possino vedere le linee che indicano l'altitudine del suolo (interessante, per chi va ai monti!).

Al confine tra Messico e California... si incontrano le due unità, piedi da una parte e metri dall'altra. Quando i confini sono anche metrologici!

Per inciso, non è un collage: le strade si fermano davvero in Messico, e dalla parte americana del confine non c'è niente.

lunedì 11 maggio 2009

C'è scritto sul giornale: allora è vero!!!

Ci sono tante persone che, quando vengono a sapere di una notizia, la considerano vera all 100%, solo perché scritta sul giornale. Anche se la notizia è assurda. Il giornale sembra la conferma, la prova provata che non si tratta di una bufala, ma della verità.

Forse dipende dal fatto che una volta (tanto tempo fa) i giornali erano seri, e ci si poteva fidare. Ora i giornali vendono ai lettori quello che vogliono sentirsi dire, anche se sono stupidaggini e leggende metropolitane.

Talvolta è dura far capire alle persone che il ragionalemento "è sul giornale, quindi è vero", non funziona. Ma forse ho trovato il metodo adatto.

Questo fine settimana ero in California, e sono andato a trovare il mio amico John. Nel suo garage ho trovato delle riviste a dir poco esilaranti. I titoli delle notizie erano di questo tenore "Saddam Hussein adotta un tenero cucciolo di scimmia", "Anatra cacciatrice colpisce un angelo", "Osama Bin laden avvistato col tutù mentre prova il balletto".

Vabbe', sono giornali comici, direte voi. No, John (che è uno psicologo) mi spiegava che raccontano queste storie come se fossero vere (con tanto di fotomontaggi o foto taroccate di angeli abbattuti), e la cosa più assurda è che la gente ci crede! Non a caso la pubblicità che regna su questi giornali è tipica pubblicità per creduloni.

Il giorno dopo ho provato a cercare questo giornale per comprarne una copia. Putroppo non ho trovato esattamente lo stesso giornale, ma uno simile. Non è proprio "fuori dall'ascia" come quello di John, ma vale ugualmente la pena.

Ecco la copertina, che parla da sola:

E qui di seguito gli articoli sui sopravvisuti del Titanic e l'uomo lupo. La lettura è fortemente consigliata (se volete farvi grasse risate).

Il giornale lo custodisco gelosamente. Perché la prossima volta che qualcuno viene a dirmi che "è vero perché è scritto sul giornale", lo prendo dal cassetto e lo sbatto sotto il naso del personaggio di turno. 

Arriverà anche da noi il tempo in cui la gente comprerà questi giornali... credendo veramente a queste notizie inverosimili? Inizio a tremare, soprattutto pensando a tutti quelli che credono a Studio aper o.

Per quelli che pensano che Travaglio sia di sinistra


Sono folte le schiere di ammiratori di Travaglio. Gente che lo esalta come il paladino dell'anti-berlusconismo. Sia ben chiaro, attaccare Mr. B (per le tante boiate che dice e compie) è facile, ed è cosa buona e giusta. Putroppo però tanti di questi Travaglio-boys, hanno fatto di questo giornalista un eroe senza macchia. Non è proprio così.

Ogni tanto anche Travaglio se ne lascia scappare qualcuna di grossa. Frasi, dovrebbero far accapponare la pelle alle schiere che da sinistra (quella extra partitica, autentica...oh!) lo portano in palmo di mano. 

Oggi Travaglio ha commentato le candidature di impresentabili al Parlamento Europeo. Sorvolo sul fatto che Travaglio consideri impresentabile chi ha un'idea politica diversa dalla sua: se uno vuole essere secessionista o estremista cattolico anti islamico, ha diritto di esserlo e di chiedere i voti su ciò. Il fatto che poi certe ideologie non piacciano a Travaglio, non fa dei loro propositori degli impresentabili. La libertà di opinione è - ancora - un diritto costituzionale, non assoggettato alla censura Travagliana.

Quello che in realtà mi ha fatto cadere le braccia è questa frase (grassetto mio):

"Salvini non ha nessuna indagine di nessun genere: lo cito perché c’è un caso di nepotismo; sapete che la Lega Nord ha sempre combattuto il nepotismo (altrui naturalmente!), Salvini è quello che, diventando parlamentare europeo nel 2004, pensò bene di scegliere di portarsi come portaborse - lì lo chiamato l’assistente accreditato - il fratello di Bossi, Renzo Bossi, che aveva come curriculum europeo il fatto di gestire uno splendido negozio di autoricambi a Fagnano Olona, proprio il curriculum ideale per andare a fare l’assistente parlamentare a Bruxelles e a Strasburgo. "

Allora, probabilmente il caso di nepotismo è vero: probabilmente Franco (e non Renzo) Bossi è stato davvero messo a fare il portaborse a Strasburgo solo perché "fratello di". Ovviamente non conoscendo il personaggio non posso giudicare. Ma poniamo anche il caso di nepotismo sia conclamato.
Ora, mi può spiegare il buon Travaglio che male c'è a gestire un negozio di autoricambi? Mi immagino la risposta: oh, niente di male, lavoro onesto... però per fare l'assistente di un parlamentare servono competenze. Certo, il venditore di autoricambi non è autorizzato a capire di politica: deve fare il suo lavoro, e delegare sempre gli altri. Quelli che hanno il curriculum europeo, come lo chiama Travaglio.

Con questa argomentazione Travaglio dimostra di non essere molto diverso da tutti quei leader radical chic che guidano la sinistra partitica. Quelli che dicono di difendere le classi deboli della società, basta che rimangano tali: i posti in Parlamento se li tengono loro. Basti vedere, tra le migliaia di persone che la sinistra ha portato in Parlamento in questi decenni, quanti operai ci sono. Ne parlava don Milani quarant'anni fa, e non sembra cambiato molto.

No, certa gente non ha curriculum europeo. Solo quelli belli, laureati, e intellettuali possono entrare nella stanza dei bottoni. Operai, fuori. Tecnici, fuori (e dopo di vedono le vaccate tecniche che escono dai parlamenti).  Venditori di autoricambi, fuori.
Un venditore di autoricambi  con le mani sporche di grasso nelle pulite stanze di Strasburgo?  Pensi che ambiente ne può venir fuori! Non c'è più morale...

Stessa mentalità del menga, secondo cui un ingegnere non può fare il ministro della Giustiza, ma politicanti senza competenza tecnica si possono avvicendare ai dicasteri più tecnici che ci siano senza creare scandalo.

Delle volte mi viene da chiedermi che curriculum ci voglia per fare il cronista giudiziario. La laurea in giurisprudenza, direte voi. No, cari: basta una laurea in Storia Contemporanea, quella che ha Travaglio.

Uno storico che invece di insegnare Cavour ai bambini delle medie, pretende di spiegarmi come vanno i processi (e di saperlo meglio di avvocati, giudici, e gente laureata in giurisprudenza)!

Certo, il fratello di Bossi non avrà un curriculum europeo, ma mi aspetto che a dirmelo sia qualcuno che abbia un curriculum per fare il lavoro che fa (se questo è il suo metro di misura).

venerdì 8 maggio 2009

Post illegale

Sono a Sacramento: una città, un'imprecazione. Seduto al parco, vicino alla  statua che ricorda i Pony Express. Che si chiamavano così perché andavano a cavallo, come ricordava qualche minuto fa la maestra ai bambini in visita scolastica.

La vecchia Sacramento, l'unica parte della città non composta da villette di legno con le palme all'entrata. Un aggregato di vecchi edifici in stile "far west", con i bar per ubriacono che invece di essere prosciutati dai maniscalchi, sono frequentati da bikers cinquantenni, tripponi e con l'80% della pelle visibile tatuata.

E io me ne sto qua al parco, a tirare l'ora di andare a prendere il treno per Livermore. Domani si va a visitare  lo Yosemite Park. Aspetto, e scrivo sul mio blog.

Connesso tramite una connessione libera disponibile per chiunque. Uno si chiede come può esistere anche qualcuno che nell'anno di grazia 2009 ancora lasci la propria rete wifi completamente libera. Mah....
Tanto di meglio per me, che connesso illegalmente non devo pagare alcunché per connettermi ad internet. Certo, magari qualcuno lascia la connessione aperta affinché gente come me acceda al proprio blog, per carpire la mia password.
Be', se vedrete comparire cose strane sul mio blog, sapete che è successo...

giovedì 30 aprile 2009

Ma una volta non c'era di che vergognarsi?

Ho letto l'intervista Noemi Letizia ha rilasciato a Repubblica: da far accapponare la pelle.
Due i motivi che fanno trasudare sentimenti di compassione per questi personaggi.

Il primo è per Mr. B., che, senza dubbio, avrebbe tanti altri motivi per vergognarsi. Ma in questo caso non è una delle sue numerose gaffe. In pratica Mr. B., un uomo miliardario che ha avuto cinque figli, si riduce a imbucarsi alla festa di compleanno di una diciottenne qualunque, per trovare un po' d'affetto. Ecco, quando i berluscones vengono a sbraitare che "chi lo critica, è invidioso, perché lui è un uomo di successo", meditino. Un uomo del genere deve elemosinare l'affetto, perché non è stato capace di conquistarlo dalla sua famiglia e dai sui figli, pur avendoli ricoperti d'oro. A me fa compassione. Por bagaj...

Ma soprattutto mi fa cadere le braccia questa ragazza. Che arriva alla festa sei suoi diciottanni in Mercedes ("bellissima") con autista.  Che scoppia a piangere quando vede che tra gli invitati c'è Mr.B. Una persona sana di mente si metterebbe a piangere per la disgrazia. Se al mio compliconcepimento arrivasse un invitato del genere tutti gli altri scapperebbero! Si vede che la ragazza frequenta persone tanto vacue quanto lei. E forse non se ne accorge di quanto fa pena proprio per questo.
Chiude l'intervista dicendo ".Ora sogno di fare la show girl. Perché io so fare tutto. Una Carlucci, una Cuccarini".

Ecco, se avessi una figlia votata alle vuotaggini come questa la prenderei a schiaffi dalla mattina alla sera. E invece sembra che i genitori ne vadano fieri. Compreso il padre, che non si sente disturbato dal fatto che la figlia chiami "papi", Mr. B.

E poi, facciamo quelli che "certe cose le diciamo". Guardate la foto qui sotto: sarà mica bella ...
Se le togliamo i quintali di trucco e parrucco, e soprattuo quelle orribili sopracilia, viene fuori una tipa qualunque. Anzi, a guardare bene l'espressione, è anche un po' bruttina (l'aggettivo-sostantivo adatto mettetelo voi). Ma certi giornalisti che la definiscono bella, l'hanno mai vista una tipa davvero bella? 

(Ag. Controluce/Franco Castanò)

 

martedì 28 aprile 2009

I consiglieri comunali di Malgrate

Lo so, non dovrei parlarne. Ma stare zitto non è mai stata una mia virtù.

Non dovrei parlarne perché ormai abito a Praga da anni e con Malgrate non ho davvero alcun rapporto ufficiale (sono iscritto all'AIRE di Galbiate...).

Però ogni tanto mi viene da pensare al mio paesello. E visto che fra poco ci sono le elezioni (per cui io NON voto, sia chiaro), mi sono divertito a controllare come i consiglieri comunali eletti nel 2004 si siano comportati.

Sono andato quindi sul sito del comune di Malgrate e ho scaricato i verbali delle deliberazioni del consiglio comunale. Dal 2007 ad oggi, visto che le precedenti non sono disponibili. Poi, ho verificato assenze e presenze, più o meno come il registro di classe.

Ed ecco il risultato:

Alcune note:

1) Le presenze/assenze sono state rivelate al momento dell'approvazione del verbale della seduta precedente, ossia la prima cosa che si fa durante una seduta.
In questo modo non considero assente chi, per esempio, abbandona la seduta per protesta (metodono discutibile ma che comunque rientra nella dialettica politica).
Se poi uno arriva in ritardo, che non si lamenti se l'ho messo assente. Chi mi conosce sa quanto io non tolleri i ritardatari.
Uniche eccezioni: le sedute del 18/2/2008 e del 23/6/2008 in cui non c'è approvazione di verbale. In questi casi si è considerata la situazione di presenze alla prima deliberazione.

2) Le caselle bianche corrispondono a quando il consigliere non è in carica. Si tratta dei due casi in cui un consigliere si è dimesso ed è stato sostituito.

Considerazioni

La tabella non dice tutto. 
Una persona può essere assente per giustificati motivi. Esempio: il consigliere comunale che fa il medico può essere assente perché ha dovuto soccorrere una persona.
E un'assenza prolungata può essere segno di una lotta all'interno del gruppo manifestata con l'atto di disertare le sedute. Anche se questa seconda opzione non la condivido, anzi.

Non ho la più pallida idea del motivo per cui alcuni sono risultati assenti (a Malgrate ci metto piede ogni tanto, per un fine settimana). Chi legge può trarre le dovute conclusioni e dedurre se si tratta di menefreghismo o di assenze motivate.

Certo, magari si dovrebbe evitare di ostentare con sicumera il proprio ruolo di consigliere comunale se poi non si ottempera ai propri doveri.

Si consideri inoltre che essere presenti non è da solo un indice positivo.  Tra l'essere assente e l'essere presente ma dire cazzate, preferisco la prima. Poi può capitare che qualcuno unisca le due cose...

Chi compila i pdf del sito...

... dovrebbe ripassarsi un po' la grammatica delle medie.

-Nel riepilogo delle presenze è ripetutamente riportato «SI», mentre lo sanno anche i ragazzi delle medie che si scrive «SÌ»;
-Le commissioni sono scritte coi numeri romani seguiti dal segno «°», che coi numeri romani non si usa (visto che sono sia ordinali che cardinali);
-Quando si scrive in maiuscolo «è» si scrive «È» e non «E'»;
-Lo stesso per le altre parole accentate che magicamente diventano apostrofate quando sono maiuscole: ad esempio, «ESECUTIVITA’»;

e sono cose che mi sono saltate agli occhi dando una lettura veloce dei pdf. Mi piacerebbe vedere i verbali dove si riportano le discussione per vedere quanti strafalcioni ci sono.

venerdì 24 aprile 2009

Professori in cella.


Apprendo dal corriere che Erika De Nardo si è laureata. In carcere. E subito uno pensa: in effetti non hai niente da fare tutto il giorno, tanto vale impiegare il tempo per studiare.

Magari avessi tutto quel tempo per approfondire temi lasciati in disparte!

Poi però ti chiedi: ma come fa ad andare a lezione se è in gattabuia? E l'articolo ti chiarisce i dubbi. I professori andavano in carcere.

Siamo al delirio totale. Qui si tagliano fondo a destra e a manca, e si pagano i professori per andare a insegnare a una delinquente che ha ammazzato mamma e fratello? Con tutto il tempo che ha a disposizione potrebbe anche studiare da sola, no?

Debora Serracchiani: evoluzione mediatica della politica


Ho sentito parlare di questa Debora Serracchiani . Il volto nuovo del PD. Quella che ha avuto il coraggio di dire quello che tutti pensano. Un discorso che le ha cambiato la vita.
Debora Serracini è un'avvocata Udinese,  che alla riunione dei ciircoli PD è salita sul palco e ne ha dette a tutti. Suscitando una cascata di applausi.
Sento parlare di fenomeno mediatico, con il video del suo discorso "cliccatissimo" (oddio, quanto odio questo termine...).
Allora sono andato a vederlo questo video (qui e qui), dopo aver visto l'intervista alla Bignardi.

Vuoto pneumatico. Vuoto politico.

Mi aspettavo di sentire chissà  che cosa, un genio della politica.
Un discorso privo di succo, e politicamente zoppo. Un signore al bar dopo due bianchini avrebbe saputo dire di meglio. Questa signorina, di politica capisce pochino.
Fondamentalmente il suo discorso è: il PD perde perché non è unitario, perché non fa sintesi. Vero. Ma per lei fare sintesi significa che la maggioranza rossa del PD decide e la minoranza cattolica subisce. Oppure bisogna metterla alla porta. E questo anche sui temi etici. E lo dice chiaramente quando parla di testamento biologico, quando apre il discorso parlando di Eluana Englaro.
Insomma, per lei il PD vuol dire inglobare i cattolici, ma poi trattarli come i figli della serva.
E giù applausi.
Ma questa gente cosa capisce di politica? Fare un grande partito che ingloba più partiti non è molto diverso da fare una coalizione degli stessi partiti.
Fa il paragone con l'IdV, che parla a voce unica, mentre i dirigenti del PD vanno in ordine sparso.
Ma che cavolo di paragone è? Un partito dell'8% può parlare a voce unica. Un partito del 33% di necessità  ha diverse voci. Non puoi inglobare tutta quella gente e pensare che la pensi su tutto, allo stesso modo.
Il suo pugno duro che segue la tesi "si fa sintesi, noi decidiamo, e la minoranza del partito sta zitta o la mettiamo alla porta" ha come unico risultato la scissione. Significa che il PD perde la parte cattolica e si trova al 18%. Dopo aver perso la fetta a sinistra, dispersa in mille partiti comunisti. 

La teoria del "o dentro/o fuori" funziona solo con le dittature, cara Serracchiani.
Un segretario di un grosso partito non è bravo se fa la voce grossa e impone l'idea della maggioranza interna anche a chi la pensa diversamente. E' facile sai fare così, è solo questione di alzare la voce.
Il vero leader è quello che riesce a tenere insieme le persone, non quello che le mette alla porta.

Oltre alla demenzialità  politica del nucleo del discorso, si vede la pochezza di contenuti in tante altre cose. 
Attacca Di Pietro, (capo di un partito fai da te, personale e personalista, che con il centro sinistra non ha nulla a che vedere), e poi dice che il PD avrebbe dovuto fare come lui ( il problema [...] è stato quello di avergli fatto fare da solo l’opposizione su temi che ci appartengono, come il conflitto di interessi e la questione morale).

Dà del vecchio democristiano a Franceschini, e poi lo loda (Tu hai un compito difficile perché non sei un volto nuovo. Però hai il compito di dare una credibilità nuova a questo partito e ci stai riuscendo alla grande!!!).

E poi, non si lascia scappare i soliti temi (Noi non possiamo riconoscerci in un Paese che non investe nella scuola nell’università e nella ricerca): più o meno come il presidente della Repubblica che a fine anno dice che bisogna investire nella famiglia, nella ricerca, nelle energie alternative...
E mai una volta che dicano qualcosa di concreto. Solo slogan, solo parole di cartone.


Davero non capisco perché tutte quelle persone si sbucciavano le mani dagli applausi. Sono tutti ignoranti di politica come la Serracini?

No, è la generazioen YouTube. La generazione mediatica. Una persona sale su un palco fa un discorso attaccando il segretario del suo partito, e viene esaltata. Fa niente, se il suo discorso è politicamente demenziale. Basta la parlantina sciolta, e il sembrare contro la dirigenza. E si diventa mito.

In questo processo mediatico ha la sua colpa anche la dirigenza del PD, che ha scelto di candidarla alle Europee. Per far vedere che non sono in una torre di avorio. Ha colpa lo stesso Franceschini che applaudiva anche quando le accuse venivano a lui. Colpo mediatico. Finta umiltà  a favore di telecamera.

E ci si aspettano volti nuovi per i parti. Chissà perché nessuno cerca teste nuove.