domenica 22 febbraio 2009

Mi conceda questo ballo (che bel cü, che bel cü)

Prove generali di resistenza fisica, ossia la dimostrazione che anche se non ho più ventanni me la cavo ancora bene. Neverending day, dalle cinque del mattino a Madrid all'una di notte a Jilemnice a ballare la polka.

Ore 5.00 Sveglia (dopo quattro ore di sonno ... e per fortuna non ho ascoltato il pazzo ubriacone di cui sotto e mi sono fermato alla prima caraffa di sangria)

Ore 5.10 Esco e mi ritrovo a Puetra del Sol, in mezzo agli ubriachi che tornano a casa e agli spazzini che puliscono Madrid. Prendo un taxi e arrivo all'aeroporto.

Ore 7.30 Decollo per Praga. Una comitiva di studentelli in gita scolastica riempe metà aereo. Ok, non saranno dei gentlemen inglesi, ma almeno non sono cafoni come i coetanei italiani. Cerco di dormire, ma ormai ho capito che dormire su una aereo non è cosa per me. 

Ore 11.00 Arrivo a Praga e scarico una montagna di roba in laboratorio. Scrivania piena di carte e oggetti: la prossima settimana sarà un incubo.

Ore 12.00 Arrivo a casa. Vado a comprare qualcosa da mangiare e poi lo mangio anche. Sistemo casa e preparo la borsa per la sera. Prendo il gessato che mi sta bene, e gli aggiungo la pin comprata a Santiago de Compostela. 

Ore 16.00 Partenza per Jelemnice, paesino sperduto tra le montagne ceche, che tipo fai ancora qualche chilometro e arrivi in Polonia. Fortunatamente ho la mappa con me altrimenti i sarei perso una mezza dozzina di volte. In realtà parto quasi alle 17, perché devo fare benzina e comprare il bollino autostradale del 2009, che sembra sia finito in tutti i benzinai di Praga. Ah, e poi devo anche ricordarmi di tornare a casa a prendere le catene per la neve, perché non si sa mai come sono le strade.

Riesco a guidare un'oretta, poi mi arrendo... gli occhi mi si chiudono. Dormo in un area di servizio, MA SOLO DIECI MINUTI! Poi riparto pimpante. Le strade sono perfettamente pulite (sticazzi!) quindi viaggio senza problemi e arrivo a Jilemnice, tipico paesino sperduto dove capita che se chiedi informazioni (in ceco, ovvio) la gente capisce che sei straniero e si mette a ridere: probabilmente si chiedono... ma che cazzo ci fa qua uno straniero???. E non hanno tutti i torti.
Il paese è immerso nella neve. Sì, anche a Praga nevicava, ma qui è tutta un'altra storia. La neve è tantissima e compre tutto. Dalle grondaie delle case scendono candele di ghiaccio lunghe anche più di un metro. Non sono nemmeno 500 m slm ma sembra che siano 3000. 

Ore 19.30 Trovo subito la sala da ballo (troppo fortuna, qui c'è qualcosa che non va). Una casa della cultura che ricorda tanto una casa del popolo. Il problema è che non so dove cambiarmi, perché il gessato l'ho portato in macchina e ho guidato vestito normale. Alla fine mi arrendo e mi cambio nel parcheggio, sulla neve, e chi se ne frega.

Entro alla sala da ballo, faccio due passi e mi trovo davanti una mezza dozzina di amici, che nemmeno sapevo fossero venuti al ballo. :D

A un certo punto incontro una tipa, mi sembra di conoscerla ma non sono sicuro. La guardo... se lei mi conosce mi dirà qualcosa...

Lei: ma noi ci conosciamo?
Io: mah.. non so... può essere (che significa, sì... ci conosciamo... ma dove cazzo ci siamo incontrati)?
Lei (dopo avermi gaurdato bene): Sì! Sì! Sei quello con la carta d'identità pazza!

ROTFL 

Ore 20.00 Inizia il ballo. Polke, mazurke, walz, cha cha... scatenato in pista. Pista che in realtà sembrava un autoscontro, da tanto era piena. Ottima la selezione di fanciulle, quasi tutte molto più brave di me (anche quella della carta d'identità). 

Ore 2.00 Dopo una mezza dozzina di birre, dopo aver ballato tutta sera, dopo aver vinto una lanterna, una maglietta e 50 m di nastro adesivo rosso largo 5 cm (che cazzo me ne faccio?) alla pesca, dopo aver sentito un prete dal palco aprire le danze con "balliamo nel nome del Signore", dopo aver invitato le ragazze a ballare e aver ricevuto solo un rifiuto, dopo aver ballato con la moglie di un mio amico e poi anche con sua mamma, dopo aver incontrato facce che "porca vacca ma dove ci siamo già visti", ma soprattutto dopo 21 ore sveglio (e avendone dormite solo 4 la notte prima)....

.... mi arrendo e vado a dormire. Che vuole dire che ho ancora il fisico per fare queste straccate!

Felice, per la bella serata passata a condurre le fanciulle sul walz o su una polka. Felice perché ho incontrato tanti amici. Felice perché ho avuto la possibilità di passare dalla mattina che ero in primavera a Madrid alla sera che ero in inverno a Jilemnice, coperta di neve. E felice perché Franta mi ha portato all'alloggio in macchina (era solo un km e mezzo... ma mi ha fatto comodo alle due di notte).

Dobrou noc!

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