domenica 29 marzo 2009

Ed è primato!



Una pazza che attraversa la strada, ed io - che rischio di andarle conto-  le urlo "viaaaa!!!".
Mancano duecentro metri al traguardo, ma ormai so che ce l'ho fatta. L'avevo capito quando al 20° km ho guardato il cronometro e mi diceva 1h44. 
E così arrivo di fronte al Rodolfinum, sul tappeto blu  e un altro urlo esce, rauco e orgasmante "Sìììììì". Sì, il cronometro si è fermato a 1 ora, 51 minuti e 30 secondi: il mio primato sulla mezza.

Certo, tanti tra di voi si metteranno a ridere, proprio come gli altri finisher che al mio urlo di gaudio si sono girati, e mi hanno guardato con una faccia tipo "ma che cazzo esulta a fare?".
E' vero, non è un tempone, per quelli che corrono sul serio; poco dopo essere arrivato ho incontrato il mio amico Marti che ha chiuso in 1h28', beato lui.

Ma io ho fatto il mio record personale sulla mezza, e sono felice. Perché quando migliori sei sempre felice. Il mio precedente primato era 1h52'16'', sempre sul percorso di Praga, nel 2007. Poi sono andato sempre peggiorando. Ogni gara, mezza o maratona piena che fosse, andavo peggio. Lo scorso anno, corsi la mezza di Praga in 2h02'02'', e non più tardi di due mesi fa, consideravo come obiettivo tornare sotto le due ore. L'ora e 52 mi sembrava inarrivabile, e invece...

Invece è successo che ho provato a osare di più negli allenamenti, anche grazie alle indicazioni ricevute durente il test del lattato* ("guarda che sei messo meglio di quello che pensi"...mi dissero).
E allora ho provato a osare anche in gara, due settimane fa alla mezza di Lecco: 1h54'04''.
A quel punto è partita l'operazione primato. Ho fatto carte false per farmi passare i dolori (ah, ho trovato una massaggiatrice fenomenale che mi ha aiutato moltissimo). E ieri tutto è andato alla perfezione: temperatura, meteo, percorso...

Sulla gara c'è poco da raccontare; sono stato concentratissimo tutto il tempo, controllando in continuazione il passo, sul garmin: lo ammetto, per noi tapascioni il gps serve. Ho imparato a usarlo bene e capirne i limiti, e mi ha aiutato a tenermi sul passo desiderato per raggiungere il mio scopo senza correre troppo forte o troppo lento. Mi sono perso solo tra il 18° (quando ho incontrato un tizio del team "bancari romani", al quale ho simpaticamente detto cosa penso della categoria) e il 20° km, quando il passo è rallentato. Poi al 20° ho capito che era fatta e ho fatto la volata alla grande.

E poi, la sorpresa di un paio di amici che sono venuti a vedermi, e coi quali sono andato a sbevazzare dopo la gara (sapete, la birra fa bene contro i crampi... :)

Il giorno dopo posso fare un bilancio e dire che è andata bene perché non ho strafatto: non ho dolori alle gambe, nessun problema a fare le scale. Significa che non mi sono distrutto, ma quel tempo ce l'avevo davvero nelle gambe.

E a questo punto si pensa a Stoccolma: mancano due mesi di preparazione per la maratona svedese. Come concludere la preparazione? A cosa punto (4h15'' saranno fattibili)? Che strategia usare? Sulla mezza ho capito come gestirmi ma sulla maratona intera mi serve ancora esperienza... Se qualcuno ha tabelle da darmi coi tempi da seguire in maratona....

*PS: Il test del lattato è stato importante, mi ha dato indicazioni utilissime. Grazie quindi al team del dott. C. Pecci di Mapei, che mi ha fatto il test gratuitamente allo stand della maratona di Milano 2008!




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