venerdì 24 aprile 2009

Debora Serracchiani: evoluzione mediatica della politica


Ho sentito parlare di questa Debora Serracchiani . Il volto nuovo del PD. Quella che ha avuto il coraggio di dire quello che tutti pensano. Un discorso che le ha cambiato la vita.
Debora Serracini è un'avvocata Udinese,  che alla riunione dei ciircoli PD è salita sul palco e ne ha dette a tutti. Suscitando una cascata di applausi.
Sento parlare di fenomeno mediatico, con il video del suo discorso "cliccatissimo" (oddio, quanto odio questo termine...).
Allora sono andato a vederlo questo video (qui e qui), dopo aver visto l'intervista alla Bignardi.

Vuoto pneumatico. Vuoto politico.

Mi aspettavo di sentire chissà  che cosa, un genio della politica.
Un discorso privo di succo, e politicamente zoppo. Un signore al bar dopo due bianchini avrebbe saputo dire di meglio. Questa signorina, di politica capisce pochino.
Fondamentalmente il suo discorso è: il PD perde perché non è unitario, perché non fa sintesi. Vero. Ma per lei fare sintesi significa che la maggioranza rossa del PD decide e la minoranza cattolica subisce. Oppure bisogna metterla alla porta. E questo anche sui temi etici. E lo dice chiaramente quando parla di testamento biologico, quando apre il discorso parlando di Eluana Englaro.
Insomma, per lei il PD vuol dire inglobare i cattolici, ma poi trattarli come i figli della serva.
E giù applausi.
Ma questa gente cosa capisce di politica? Fare un grande partito che ingloba più partiti non è molto diverso da fare una coalizione degli stessi partiti.
Fa il paragone con l'IdV, che parla a voce unica, mentre i dirigenti del PD vanno in ordine sparso.
Ma che cavolo di paragone è? Un partito dell'8% può parlare a voce unica. Un partito del 33% di necessità  ha diverse voci. Non puoi inglobare tutta quella gente e pensare che la pensi su tutto, allo stesso modo.
Il suo pugno duro che segue la tesi "si fa sintesi, noi decidiamo, e la minoranza del partito sta zitta o la mettiamo alla porta" ha come unico risultato la scissione. Significa che il PD perde la parte cattolica e si trova al 18%. Dopo aver perso la fetta a sinistra, dispersa in mille partiti comunisti. 

La teoria del "o dentro/o fuori" funziona solo con le dittature, cara Serracchiani.
Un segretario di un grosso partito non è bravo se fa la voce grossa e impone l'idea della maggioranza interna anche a chi la pensa diversamente. E' facile sai fare così, è solo questione di alzare la voce.
Il vero leader è quello che riesce a tenere insieme le persone, non quello che le mette alla porta.

Oltre alla demenzialità  politica del nucleo del discorso, si vede la pochezza di contenuti in tante altre cose. 
Attacca Di Pietro, (capo di un partito fai da te, personale e personalista, che con il centro sinistra non ha nulla a che vedere), e poi dice che il PD avrebbe dovuto fare come lui ( il problema [...] è stato quello di avergli fatto fare da solo l’opposizione su temi che ci appartengono, come il conflitto di interessi e la questione morale).

Dà del vecchio democristiano a Franceschini, e poi lo loda (Tu hai un compito difficile perché non sei un volto nuovo. Però hai il compito di dare una credibilità nuova a questo partito e ci stai riuscendo alla grande!!!).

E poi, non si lascia scappare i soliti temi (Noi non possiamo riconoscerci in un Paese che non investe nella scuola nell’università e nella ricerca): più o meno come il presidente della Repubblica che a fine anno dice che bisogna investire nella famiglia, nella ricerca, nelle energie alternative...
E mai una volta che dicano qualcosa di concreto. Solo slogan, solo parole di cartone.


Davero non capisco perché tutte quelle persone si sbucciavano le mani dagli applausi. Sono tutti ignoranti di politica come la Serracini?

No, è la generazioen YouTube. La generazione mediatica. Una persona sale su un palco fa un discorso attaccando il segretario del suo partito, e viene esaltata. Fa niente, se il suo discorso è politicamente demenziale. Basta la parlantina sciolta, e il sembrare contro la dirigenza. E si diventa mito.

In questo processo mediatico ha la sua colpa anche la dirigenza del PD, che ha scelto di candidarla alle Europee. Per far vedere che non sono in una torre di avorio. Ha colpa lo stesso Franceschini che applaudiva anche quando le accuse venivano a lui. Colpo mediatico. Finta umiltà  a favore di telecamera.

E ci si aspettano volti nuovi per i parti. Chissà perché nessuno cerca teste nuove.

Nessun commento:

Posta un commento