lunedì 6 aprile 2009

Lezione di Giornalismo: per gli inviati de "Il Giornale"

Uno pensa che un giornalista, uno di quelli con la tesserina in tasca, abbia studiato. Che conosca la deontologia. Invece va a finire che non è proprio così.

Mi è stato segnalato questo articolo apparso sulla versione on line de "Il Giornale".

Allora, da dove comincio? No, perché le scorrettezze in questo pezzo sono tante.

Vengo accusato di essere dietro le quinte di quello striscione. CAZZATA!

Lo ammetto, mi sarebbe piaciuto, ma putroppo l'idea non è stata mia. I fatti sono andati così. Alle 4 e mezza arrivo a Hradcanske namesti e aspetto fino alle 7 l'apertura dei cancelli. Riesco a piazzarmi in prima fila e ad ascoltare il discorso di Obama. Finito il discorso, mi avvio verso l'uscita per incontrare la mia amica Katerina che era in un'altra parte della piazza. E mentro esco, incontro Giampiero che mi saluta. Dallo zaino estrae lo striscione e me lo fa vedere orgoglioso! Era 4 metri dietro di me e non ci siamo nemmeno visti. Io lo striscione non l'ho nemmeno visto durante il discorso.  Giampiero mi dice che non sa nemmeno se l'hanno inquadrato perché l'hanno esposto per pochissimo. E la cosa sembra proprio che finisca lì. Nessuno avrebbe immaginato cosa sarebbe successo di lì a poche ore.

Niente, commentiamo le parole di Obama, ci salutiamo e ognuno va per la sua strada. Io vado a Dejvicka con la mia amica e prendo la metro per Vysehrad, dove c'è il centro congressi. Arrivo in sala stampa e su internet vedo che qualcuno ha fotografato lo striscione, ed era su ANSA!!! Allora cerco di contattare Giampiero, ma mi accorgo che ho solo la sua email, il numero di telefono ce l'ho in ufficio. Vabbe', gli scrivo un email dicendogli di farmi un fischio e vado a cercare i giornalisti di ANSA, per dire loro che conoscevo l'autore dello striscione (solo uno, l'altro non lo conoscevo).

Do l'email ai giornalisti che mi chiedono il numero di telefono (dicono che devono contattarlo alla svelta... essendo un'agenzia). Ma io il telefono non ce l'ho! Vi sembra plausibile che se la cosa l'ho organizzata io, non avessi il numero di telefono di Giampiero?

Allora chiamo un amico e gli chiedo di quardare tra le mie carte se trova il numero. Bingo!
Chiamo Giampiero e gli chiedo se posso diffondere il suo numero. Dice di sì, e allora lo do a un giornalista che poi lo diffonde ai colleghi.

Tutto qua. Poi dopo la conferenza stampa di Barroso e Topolanek torno in sala stampa e vedo che tutti i giornali li hanno contattati. Un casino della madonna. Allora lo chiamo e gli chiedo se andiamo a farci una birra insieme  per fare un jingle per Mente Locale.

Ecco, perché il giornalista del Giornale si domanda cosa ci facessi io, che conoscevo un autore dello striscione in sala stampa. Si inventa che ci sia io dietro le quinte.

Caro giornalista, la prossima volta questa domanda me la faccia direttamente. Sono stato in sala stampa fino alle 14.45. Poteva venire da me a chiedermelo.

Le avrei spiegato che ero accreditato perché volevo fare dei jingle per Mente Locale, la mitica trasmissione di Radio Popolare, con dei personaggi famosi. Tutto qui. Era questo lo scopo della mia presenza in sala stampa. Se era presente all'ecofin, si ricorderà che alla fine delle dichiarazioni di tremonti ho chiesto "Mister Tremonti, un saluto per Mente Locale!".

Non ho fatto da ufficio stampa a nessuno. Il caso, il puro caso, ha voluto che conoscessi uno dei due autori dello striscione, e trovandomi in sala stampa per un altro motivo ho diffuso - con permesso - il loro numero. 

Se invece di fare un articolo degno del miglior complottismo undicisettembrino, mi avrebbe chiesto più informazioni, la cosa si sarebbe sgonfiata subito.
Oh, certo ma lei non avrebbe fatto il pezzo. Chissà come si rodeva il fegato ieri pomeriggio quando tutti i cronisti cercavano questi due ragazzi e lei doveva trovare un modo per controbattere. E si è inventato questa bufala.
Caro giornalista, torni a scuola. Questa non è deontologia. Le bufale non si scrivono sui giornali e nemmeno si inventano.

E le dirò un'altra cosa: le virgolette si usano solo per le citazioni letterali. Questa sua frase: 

 «E volevo raccontarvi la storia dello striscione Sorry 4 Berlusconi che abbiamo esposto» 

io non l'ho mai detta. Io quello striscione non l'ho esposto. Come già spiegato l'ho visto per la prima volta alla fine del discorso, uscendo dalla piazza. C'era anche un ragazzo di Bergamo che mi ha visto dalle 7 di mattina fino alla fine del discorso fermo alle transenne! 

Caro giornalista, torni a scuola di giornalismo e impari la correttezza di questo mestiere. Non si mettono in bocca alle persone, frasi mai dette

Poi ovvio, bisogna riempire i moduli e quindi si inventano altre frasi senza senso come:

Racconta di essere un ricercatore italiano che insegna a Praga (di cui parla a lungo nel suo blog) e spiega che i due studenti, Gianpiero Surato e Antonio Tirri, sono due suoi allievi all’Erasmus.

1) ma quando mai "parlo a lungo" in questo blog di cosa faccio a Praga? al massimo il topic più comune è la corsa non l'insegnamento o la ricerca (caro giornalista, mi cita dove parlo "a lungo" di ciò?)

2) solo Giampiero è mio studente. Antonio l'ho conosciuto ieri. Anche questo l'ho detto chiaramente in sala stampa.

Ecco, caro Giornalista. Ha sparato un mucchio di scorrettezze in quell'articolo. Sarebbe bello se rettificasse. E sarebbe bello se iniziasse a comportarsi da giornalista. E da uomo.

P.S.: Se magari Mr. B. si comportasse a dovere, tutta questa storia, dallo striscione in poi non sarebbe mai successa.

Nessun commento:

Posta un commento