giovedì 21 maggio 2009

Se Pattera è scienziato io sono Jessica Rabbit


Oggi vi parlo di una cosa che mi dà molto fastidio: quelli che si spacciano per scienziati.
C'è infatti una lunga categoria di persone che si autodefinisce scienziato, per il solo fatto di avere una laurea in una materia scientifica.
Sembra quasi che quel pezzo di carta sia la patente per farsi chiamare scienziato.
Uno di questi è il signor Pattera: in una trasmissione televisiva trasmessa su una televisione locale (Odeon), è stato definito a più riprese "scienzato", dal conduttore, un certo Decollanz (questo signore qui sotto).



Ad esempio in questo video, al minuto 1:16
http://www.youtube.com/watch?v=SCQt4bcBg6Y

Oppure a quest'altro video, a 00:09
http://www.youtube.com/watch?v=IKLVLrqQOa4

Probabilmente questo Decollanz si sente in diritto di chiamare "scienziato" il sig. Pattera, per il fatto che egli ha una laurea in Biologia.
Ecco, cerchiamo di chiarire la faccenda: una laurea non fa di una persona qualunque uno "scienziato". La laurea è solo un tassello di un percorso molto più complesso che porta una persona ad essere scienziato. Ci sono tanti altri tasselli: talvolta un PhD, ma soprattutto la sperimentazione scientifica. Lo scienziato fa scienza: osserva dei fenomeni, cerca di darne delle spiegazioni, e verifica sperimentalmente la correttezza delle sue teorie. Spesso si verifica la qualità della produzione scientifica, dalle pubblicazioni. Pubblicazioni su giornali scientifici, articoli revisionati da pari, s'intende. Tutto il resto è fuffa.

Ecco, adesso vediamo perché il Sig. Pattera non è uno scienziato.
Innanzitutto lo stesso Pattera corregge un attimo il tiro e dice di essere "uomo di scienza"

in questo video al minuto 00:32
http://www.youtube.com/watch?v=IKLVLrqQOa4

La sostanza cambia poco. In realtà il sig. Pattera è ben lontano anche dal solo approcciare la parola scienza.

Vediamo innanzitutto l'origine della sua laurea, di cui va tanto fiero (si fa addirittura chiamare dottore). Da questa pagina troviamo alcune interessanti informazioni: http://www.tg0.it/doc.php?foglio=2&doc=103

Sembra che il Sig. Pattera sia nato nel 1950 e si sia laureato nel 1990. Da queste informazioni, sembra quindi che si sia laureato alla tenerissima età di quarant'anni. Tutti dedicati alla conquista del pezzo di carta? No, certo, nel frattempo lavorava come Tecnico (tecnico!) nei laboratori dell'ospedale. La laurea era probabilmente un passatempo serale.

Insomma, dacci e riddacci, prima o poi collezioni tutte le firme sul libretto che ti servono per ritirare una laurea.
Che certo, ha un valore legale... ma ha un valore scientifico? Dai, facciamoci una risata sopra... (soprattutto sul fatto che si faccia chiamare dottore... io mi vergognerei di essermi laureato a 40 anni, non lo sbandiererei).

Certo, non che la laurea o un titolo qualifichi da solo lo scienziato. Anche se presa a pieni voti e in tempo record.
Vediamo allora, se il sig. Pattera fa attività di ricerca scientifica. Provo a cercare "Giorgio Pattera" su Google, e quello che ritrovo è una marea di riferimenti a UFO e simili. Niente di scientifico.
Dove lavora? In che gruppo di Ricerca? 
Allora aggiungo parole come "staff", "people" al suo nome, per vedere in quale gruppo di ricerca lavora. Niente, sembra che non abbia nessuna affiliazione.

E va bene, uno può essere ricco sfondato, avere il proprio laboratorio a casa e fare ricerca per i cavoli suoi. Inconsueto, ma non è vietato. Vediamo allora quali sono i risultati della sua ricerca. Perché se - come dice - è uomo di scienza, deve avere della produzione scientifica.
Allora cerco il suo nome in google, con la parola chiave "publications" e "papers". Ci sarà da qualche parte una lista dei suoi articoli, no?
Indovinate: niente. Non c'è modo di trovare la lista delle sue pubblicazioni, per valutare la sua produzione scientifica.

Che dite? Certo, Pattera magari è timido, e non vuole vantarsi dei suoi risultati su internet. E va bene, ma allora come faccio a vedere la lista delle sue pubblicazioni?
Be', c'è Web of Science. Cerco allora su WoS di quali articoli pubblicati su giornali scientifici (revisionati da pari) è autore. Indovinate? Niente.

E allora? Dov'è la produzione scientifica di Pattera? Su cosa basa la auto-definizione di "uomo di scienza"? Sulla laurea a quarant'anni? ROTFL.

Ecco, il Sig. Pattera non ha alcuna credenziale per essere definito né "scienziato", né "uomo di scienza".
Ma non solo, non ha nemmeno idea, di cosa la scienza sia.
Non entro nel merito delle stupidaggini tecniche dette durante quella trasmissione, visto che sarebbe come sparare sulla croce rossa. Vediamo piuttosto il rigore metodologico del sig. Pattera, nel suo approccio con la scienza:


In questo filmato dice, http://www.youtube.com/watch?v=IKLVLrqQOa4, 00:35
"L'uomo di scienza è tanto più grande quanto più è umile. Quindi, quando c'è un fenomeno strano - non dico problema, ma fenomeno strano - se l'uomo di scienza ripete quello che fece Galileo deve andare ad osservarlo, ripetutamente e soprattutto confrontare i dati. Allora io sfido le istituzioni, che continuano a negare questa evidenza a dimostrare il contrario. È vero che dovremmo essere noi a dimostrare queste cose, però a un certo punto, come il boomerang rimbalziamo la sfida: ci diano le spiegazioni per cui cadono questi filamenti che di naturale non hanno nulla".

Partiamo con la frasettina ad effetto sull'umiltà dell'uomo di scienza. Forse l'ha letta da qualche parte ma non l'ha capita. Lo scienziato deve essere umile nel senso che deve essere pronto ad accettare ogni evidenza sperimentale che dimostra il contrario di quello che crede. Significa che in scienza non contano i cognomi, ma gli esperimenti, le misure. Quindi non significa che io mi devo bere tutte le stupidaggini che mi dici. Se sono cose senza senso, e non le supporti da evidenza sperimentali, col cavolo che sono umile. Ti dico di portarmi le prove, oppure di tacere.
Ma la parte interessante arriva dopo. Sembra che per Pattera, basti osservare il fenomeno ripetutamente. No, la ripetizione dell'osservazione è una condizione necessaria ma non sufficiente. Se nel tuo esperimento osservi ripetutamente un fenomeno, ma i dati che raccogli sono falsati da un qualsivoglia errore metodologico, il tuo esperimento non vale niente. Anche se ripetuto mille volte. Osservare una mucca e pensare che sia una capra non fa diventare la mucca una capra. Anche se osservi la mucca mille volte, e pensi che sia una capra mille volte. Anche se raccogli frammenti di corna e gridi "sono frammenti di corna, deve per forza essere una capra" (errore metodologico).
E ancora, rimbalza alle istituzioni il compito di dimostrare l'inesistenza di un fenomeno. A parte che magari le istituzioni hanno cose ben più utili da fare, ma qui si manca di rigore scientifico.
Lo scienziato esegue l'esperimento, lo ripete e fornisce la documentazione adeguata al mondo scientifico per giudicare se i suoi risultati sono corretti. Gli altri scienziati possono provare a ripetere l'esperimento per verificare se è ripetibile, giusto per avere una prova sperimentale indipendente se le affermazioni sono poco verosimili. Ma non capita mai che si scarichi l'onere della prova de fenomeno ad altri. No, Pattera: tu mi documenti scientificamente il fenomeno, e io te lo smonto. Non puoi pretendere che ci faccia lo "smontaggio", se non sei nemmeno capace di produrre la tesi da smontare.  


E qui ancora un'altra perla:
http://www.youtube.com/watch?v=_ZiWrtQasK0, 8:15
Decollanz "Pattera, a chi tocca dare le risposte"
Pattera "Noi nel nostro piccolo, alla fine del 2006, abbiamo racchiuso in una carpetta consistente, corredata anche da un CD pieno di immagini e di analisi, l'abbiamo consegnata per dovere civico a tutte le istituzioni della nostra città: Università, Assessorato all'ambiente, Provinciale, Regionale e comunale, all'ARPA, alle associazioni di volontariato come la Legambiente, WWF etc"

Altro scivolone dell'uomo di scienza. 
Caro il mio Pattera, deve sapere che chi fa scienza, non porta in giro i documenti a Legambiente, o all'assessore del paesello. Se si hanno dei dati, si scrive un articolo e lo si manda ad una conferenza scientifica o meglio ancora ad un giornale scientifico. Dove c'è una revisione di pari che valuta se il contributo ha un rigore metodologico e un fondamento scientifico. Dove i revisori ti criticano, e ti chiedono di aggiungere materiale o di correggere l'articolo se lo ritengono opportuno, prima di pubblicarlo.
È questo il metodo dello scienziato, Sig. Pattera.


In definitiva, il Sig. Pattera viene chiamato "scienziato" e si autodefinisce "uomo di scienza" pur non avendo nessuna qualifica che giustifichi questo appellativo, senza avere produzione scientifica, senza avere alcuna pubblicazione su giornali scientifici, e senza nemmeno conoscere come funziona la scienza e il metodo scientifico.

Consiglio al Sig. Pattera di sciacquarsi la bocca, e di non usare la parola scienza e scienziato, senza prima aver imparato cosa vuole dire.


*Le due foto sono tratte dai video di youtube della tramissione linkata.


11 commenti:

  1. Quello che sostiene Pattera ha un nome preciso: "inversione dell'onere della prova". Tocca a me provare che ho ragione, non agli altri provare che quel che dico non e' vero.

    Poniamo andassi in banca e chiedessi un prestito. "Ha gli strumenti per ripagarlo? Che so uno stipendio". "No io non vi dico niente. Dovete voi dimostrare che non sono in grado di pagare".

    O al contrario in un processo. "Lei e' colpevole, ci dimostri di essere innocente".

    E spedisci una cosa a destra e sinistra. nessuno ti risponde solo qualcuno che rabbercia una risposta educata di circostanza (Si' vorremmo aiutarla, ma come si fa....). Non viene il sospetto di aver raccolto una massa di fregnacce? Che non ti rispondano perché si sono messi a ridere appena l'han letta?

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  2. solo due appunti, il resto è condivisibile

    1) Ci sono troppo motivi per cui una persona si laurea a 40 anni, alcuni sono ottimo alcuni pesssimi. E se i motivi sono ottimi non c'è nulla da vergognarsi a laurearsi a 40 anni o a 50 o a 60. Anzi c'è piuttosto da ammirare..
    Chiaro che se si è laureato a 40 anni perché perdeva tempo a giocare a biliardo è una cosa, ma si è laureato a 40 anni perché intanto era costretto a lavorare per mantenersi è ammirevole.

    2) Avendo un percorso di studi come il suo (vari corsi come tecnico di laboratorio e decennale esperienza lavorativa), la laurea in biologia probabilmente è stata presa grazie all'uso di un buon numero di crediti: dopo la riforma Non-ricordo-il-nome l'esperienza lavorativa viene convertita in crediti e possono pure essere parecchi (ergo molti esami non si devono fare).

    Ciao :)

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  3. theDrakkar,
    hai perfettamente ragione, se uno si laurea a 40 anni perché deve assistere la madre malata e dorme quattro ore a notte, è ammirevole. Ovviamente non avendo altri dati non so qual è la sua storia.
    Ma la mia critica nasce dal fatto che a un certo punto la laurea a 40 anni non ti serve dal punto di vista professionale (a meno che non fai i concorsi pubblici, dove vale solo il valore legale). E allora cosa la fai a fare? Puoi anche lasciare perdere, non è che casca il mondo se non ti laurei. Se sei una persona in gamba e dici cose sensate, la gente ti apprezza anche se non sei laureato.
    Ho la sensazione che abbia insistito non per amore dello studio (conosco un tizio che ha dato 45 esami senza laurearsi... perché studia solo quello che gli interessa, e del titolo se ne frega). Probabilmente ha insistito solo per avere il fregio di dottore, e dare autorevolezza alle cazzate che dice.
    E se è così, allora mi riservo il diritto di sminuire quella sua laureetta a quarant'anni.

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  4. sì sì avevo capito il senso :)

    per quanto riguarda la storia dei crediti, secondo me ci sarebbe da indagare...

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  5. Non penso: si è laureato nel 1990, e la riforma con cui ti abbuonano gli esami se hai esperienza lavorativa è posteriore (il nuovo ordinamento è del 99).

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  6. Capire se è laurea farlocca o meno è relativo...uno può essere anche non laureato ma uomo di scienza...è il modus operandi che è in discussione...Ha ragione Mattia, uno Scienziato o Ricercatore che sia ha un modo di gestire i suoi studi/ricerche diverso dal signore in questione...Terremoti abbruzzesi e tecnici al lupo al lupo insegnano...

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  7. anche sui "tecnici-al-lupo-al-lupo" e relativo modus operandi ho già avuto modo di esprimermi...

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  8. Gent.mo Sig. Butta, credo che le Sue parole siano piene di odio ed anche un pò di invidia; conosco personalmente il Dr. Pattera, la ritengo persona capace ed esperta. Non c'è da vergognarsi a conseguire una laurea a 40 anni lavorando, anzi merita rispetto; chi non conosce direttamente una persona, credo non si debba avventurare in affrettate opinioni, ma sa com'è di moda adesso, il "gossip" mediatico fa tendenza ed i bla bla bla tanto diffusi sopratutto dai personaggi di spettacolo e chiosati dai navigatori dei blog a mio modesto parere lasciano il tempo che trovano.

    Alberto Negri

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  9. Caro Alberto,

    ci compiace che pensi Pattera sia persona capace ed esperta.

    Qua però giudichiamo il suo lavoro "scientifico" che è ampiamente insufficiente.

    Cordialità.

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  10. O meglio, più che insufficiente direi che il suo lavoro scientifico è nullo.
    Basta fare un ricerca su WoS per verificare che non ha mai scritto un articolo scientifico. Neppure di striscio, come dodicesimo coautore.

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