domenica 31 maggio 2009

Stoccolma, il racconto



Qui sotto trovate il racconto della gara in sintesi decalogagica.
Ora invece mi dilungo nella mia nota digirrea, sul racconto di questa gara. Una maratona che non è andata come doveva: 4.53.57.
È andata male perché potevo fare meglio, molto meglio. Due mesi fa ho fatto il mio record personale sulla mezza maratona, con 1.51.30. Stavo quindi in condizioni migliori del 2006, il mio precedente tempo sulla mezza (1.52.15), quando feci un 4.26 sulla maratona.
Mi aspettavo quindi di fare un 4.30, che poteva starci, considerando che ho chiuso la prima metà della gara a 2.11. E invece sono crollato con un sacco di patate e ho chiuso in 4.53.57: ancora una volta sono riuscito a evitare l'onta delle 5 ore, ma qui c'è qualcosa che non va.

Sì, perché al di là dei minuti e dei secondi, sono i dolori provati che mi fanno dire che questa è stata una pessima gara. Nemmeno a Berlino, ero stato così male. Sono arrivato, verso i 36 km, a fermarmi, togliermi le scarpe per far rilassare il piede (no, non era colpa delle scarpe, che sono ottime per i miei piedi). Dolori alle gambe, che mi sembravano dure come il marmo: anche camminare mi provocava dolore, anche camminare! Addirittura tensione muscolare che non mi faceva fare le minzioni: avevo lo stimolo ma non usciva niente, da tanto ero teso. Mai successo.

Quindi il tempo è solo un dato. La conduzione tecnica di questa maratona è stata molto peggio. E mi chiedo il perché.
Ci sono dei motivi "colpa mia", e dei motivi "non colpa mia". Iniziamo da questi ultimi. Una temperatura assurda, da 25 a 29 gradi. Ero a disagio ad aspettare - fermo - prima della partenza, figuratevi a correre.
Partenza alle due del pomeriggio, che sfasa tutto con l'alimentazione. Con queste temperature era meglio partire alle sei del mattino.

Un sacco di salite, sia nella parte "di campagna" che in quella cittadina. Salite, sottopassi, e un ponte di 30 metri, da ripetere due volte, con una rampa d'accesso terribile. Il problema è che non riuscivo a recuperare in discesa, perché i muscoli si indurivano e "picchiavano" se cercavo di accelerare in discesa.

Poi ci sono le colpe mie. L'aver prediletto gli allenamenti per accelerare, rispetto alla distanza. Così magari faccio il personale sulla mezza, ma crollo sulla maratona.
La colpa di non aver ancora perso tutti i kg che dovrei perdere.

Penso che sia stato un mix di tutto ciò. Soprattutto penso abbia influito il caldo, perché alla mezza sono arrivato a 2.11 e già stavo un tocco perggio di quando ho fatto il personale, due mesi fa. Quindi al di là della distanza, già qualcosa non andava di suo.
Penso il caldo abbia fatto molto. Non sono molto espero, ma quello che posso dire è che il cuore funzionava a dovere (cardiofrequenzimetro alla mano). Il problema era essenzialmente muscolare. Gambe dure, tutto qui.

E allora traggo le conclusioni. Stop. Ieri pensavo per sempre, perché tutto quel dolore non aveva davvero senso. Ora dico, stop per un po'. Per qualche mese mi metto a dimagrire (nuoto e camminate). Magari corsetta domenicale, per non perdere il ritmo. Poi, persi quie 6-7 kg, mi rimetto sotto e ci riprovo. Magari con una maratona "fredda".

Oggi il morale sta un po' meglio, ma ieri era sotto i piedi. Volevo onestamente ritirarmi, e se non l'ho fatto era perché mi ero dato appuntamento sul traguardo con Niko (il mio amico finlandese), entro le cinque ore (poi putroppo non ci siamo visti comunque, perché è dovuto andare di corsa al porto a prendere la nave di ritorno). Ma alla fine, arrivi sempre al traguardo. Con un ultimo km a 6.04 trascinato da un monzese che mi ha identificato dalla mia maglietta lombarda. Ed è stato bello entrare allo stadio, lo stadio olimpico di Stoccolma. Una costruzione meravigliosa che gronda storia. Entro nel tunnel ed alzo la braccia, arrivo sulla pista e mi sento un campione; giro d'onore sulla pista rossa gridando al cielo, felice come una pasqua. La maratona è anche questo: è bastarda, la maledici fino al 42esimo km. Poi gli ultimi 195 metri, anche se prima bestemmiavi in bulgaro, sei sempre felice. È sempre una festa.

2 commenti:

  1. Mamma mia che fatica! Però l'hai finita! E quindi complimenti!

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  2. Congratulazioni!

    Comunque dalla mezza in su, il problema non è mai il cuore o i polmoni. Sono (quasi) sempre le gambe.
    Ma con i nostri lavori frenetici da Terzo Millennio, chi ha ormai il tempo di allenarle a dovere?

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