domenica 7 giugno 2009

Ho votato. A Praga.



Sveglia alle 7.20. Doccia ripulente: al seggio si va puliti.
Esco di casa alle 8.20, prendo la macchina e vado a Strahov, a prendere un mio amico che mi farà le foto delle grandi occasioni. 8.35 arriviamo alla scuola elementare vicino a casa mia. Un edificio che vedo tutti i giorni, e nel quale non sono mai entrato. E' una stranissima sensazione vedere dal di dentro, qualcosa che conosci come le tue tasche solo dal di fuori.
E' il mio primo voto in Repubblica Ceca, per i candidati cechi, e sono un po' nervoso.
Entro al seggio e mi trovo davanti un plotone di sei scrutatori dei quali la più giovane era una ottantenne canuta.
"Good morning".
"Dobry den" mi hanno risposto in coro.
"No, guardate che ho detto Good morning".
"e sti cazzi" mi rispondono col viso.

Mi sa che qui sanno parlare inglese quanto io parli napoletano.
Mi giro e toh! una trentenne. Sì, è lei la presidente di seggio. Dai, dai... che tu ce la puoi fare, dai che puoi dirmi cosa devo fare in inglese. Sì, tua sorella.
Consegno il passaporto alla sciura ottantenne che trova il mio nome nell'elenco. L'unico straniero votante. Perfetto, tutto torna, posso votare ma....
C'è un problema: sulla scheda del partito che voglio votare c'è una macchia di unto fatta col formaggio il giorno prima.
"Could you be so kind to give me another copy of the ballots?"
Non volevo che il mio voto potesse essere riconoscibile.
E voi credete che la presidente di seggio mi capisse? Appunto.

Riesco a farmi capire, mi danno un altro set di schede e vado in cabina. Cabina da cui in realtà sbuca la testa. Mi metto a votare, con il consueto panico che mi induce a ricontrollare almeno cinque volte prima di uscire dalla cabina.

"Oh, ma come cazzo è che sto tizio vota qui?" chiede uno scrutatore sottovoce.
Alzo la testa, dalla cabina "Cos'è non ci crede che posso votare?" gli rispondo io, IN CECO.

Esco, chiamo il mio amico che mi fa la foto che vedete qui.

Salutiamo e usciamo.

Bello votare. E' vero che la democrazia non mi piace, perché mischia il mio voto con quello di una trentenne che non sa dire due parole in inglese. Ma votare mi piace lo stesso. Anche se ti trovi lo scrutatore che invece di dire "che bello, agli stranieri interessa la vita pubblica del paese in cui vivono", si scandalizza perché uno straniero che fa finta di non saper parlar ceco, possa votare.
Sarebbe bello che i cechi si aprissero un po' di più. Non sono la razza eletta da preservare pura contro l'invasione degli stranieri.

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