venerdì 5 giugno 2009

Pazzie italiane, si ristampano le schede


Allora, facciamo chiarezza. Il sistema di voto ceco non è il mio preferito. Funziona che ti mandano a casa una busta con una scheda per ogni lista, con i nomi di tutti i candidati prestampati. Tu quando vai a votare porti con te la scheda del partito che voi votare, al seggio ti danno una busta, e tu in cabina ci infili la scheda che ti sei portato da casa.
Quindi non c'è possibilità di errore per i vecchi, che arrivano già a colpo sicuro con la loro scheda compilata.
Il problema è che però i arriva a casa una busta con una marea di fogli, 33 per queste elezioni. Moltiplica per tutti gli elettori cechi e vedi quanta carta sprecata. Perché poi ne usi solo una e le altre 32 le getti.
Ed è per questo che il sistema non mi piace.

Tuttavia, anche il sistema italiano ha dei problemi. Soprattutto quando si tratta di follie tipicamente italiane. Guardo per esempio Repubblica e scopro che a UN giorno dalle elezioni devono BUTTARE VIA tutte le schede delle provinciali a Milano perché il Consiglio di Stato ha deciso che non va bene il simbolo della DC di Pizza.
Sì, il mitico Pizza, che già tanti bei momenti ci ha regalato su questo blog.


Ecco, sembra che il nostro mitico Pizza, non possa usare lo scudo crociato, che invece appartiene a Casini.
Quindi devono gettare NEL CESSO tonnellate di schede elettorali, e stampare NELLA NOTTE le nuove schede, affinché siano pronte per le elezioni che cominciano domani.

Una gara contro il tempo, uno spreco di soldi... e per cosa? Per il nostro mitico Pizza.

Ora, io sarò scemo, ma qualche idea semplice semplice io ce l'avrei:

1) Qualcuno (la cassazione, Napolitano, il Papa... qualcuno) decida UNA VOLTA PER TUTTE a chi va sto scudo crociato. Con divieto di ricorsi ogni seconda settimana.

2) Si stampine le schede 15 giorni prima del voto. Una volta stampate le schede, nessun ricorso ha effetto. I tribunali rigettino qualsiasi ricorso, ormai le schede sono stampate, e si vota con quelle. Stop.

3) Pizza, se provi a fare annullare le elezioni per questa storia, giuro che ti faccio un'altra intervista. E no, non è una cosa bella.

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